Uno dei luoghi più affascinanti di Milano è certamente il refettorio di Santa Maria delle Grazie dove Leonardo da Vinci, incaricato da Ludovico il Moro, nel 1495 affrescò l’Ultima Cena. Durante un soggiorno nella città meneghina, la visita del Cenacolo è certamente un obbligo… ricordatevi però di prenotarla in anticipo perchè, olte ad essere meta molto ambita, presenta l’accesso limitato a fasce orarie e in giorni prestabiliti.
L’antico borgo delle Grazie, che deve il suo nome alla presenza di una delle chiese più importanti del Rinascimento milanese, Santa Maria delle Grazie (la cui costruzione originale risale al 1463 secondo il progetto dell’architetto Donato Bramante), si componeva di varie dimore sorte tra orti e giardini. Tra queste, prospicente il fianco destro della chiesa, si trova ancora oggi la magnifica Casa degli Atellani; esattamente al numero 65 di Corso Magenta.
Risulata che fu Ludovico il Moro ad acquistarla dai conti Landi di Piacenza nel 1490 e donarla a un cavaliere, e suo intimo scudiero ducale, Giacomotto della Tela e al fratello Scipione Atellano. Si trattava del primo irregolare nucleo della casa, quello più occidentale – l’attuale numero 67 – al quale si aggiunse una seconda casa, costruita probabilmente a cavallo del ‘500 dai figli di Giacomotto, Carlo e Lucio Scipione Atellani, tesorieri dello Stato e cortigiani di Francesco II Sforza.
Nel corso di questo ampliamento, che ha aggiunto una seconda corte dall’architettura più classica (detta “bramantesca”) il fabbricato quattrocentesco è stato rinnovato e molti elementi sono stati stilisticamente “aggiornati”. Il complesso subì poi un primo restauro, nel 1922 ad opera di Piero Portaluppi, durante il quale, in maniera del tutto arbitraria l’architetto decise di unire le due case mettendo in comunicazione le due corti al piano terra, attraverso un portico; ci fu poi un secondo restauro, necessario dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che danneggiarono gravemente l’edifcio.
I prospetti del resto, che si affacciano su Corso Magenta, erano già stati trasformati nella prima metà del 1800 in senso neoclassico. Una delle aree più interessanti e affascinanti della casa è tutt’ora, quella dislocata nel corpo di fabbrica corrispondente al secondo edificio (quello dell’attuale numero 65) in cui, a piano terra, si trovano due splendidi ambienti: la saletta dello Zodiaco (così chiamata per la sua decorazione pittorica), con volta ad ombrello, e la sala dei Luini, coperta da una volta lunettata totalmente affrescata.
Gli affreschi, probabilmente di Bernardino Luini, furono attribuiti a Leonardo soprattutto per la sua documentata frequentazione della casa degli Atellani negli anni in cui era impegnato nel Cenacolo delle Grazie. Leonardo d’altronde, possedeva, intorno al 1498, proprio nello stesso borgo, una vigna e si occupava di ristrutturazioni del borgo stesso, come provano alcuni suoi schizzi. La Casa degli Atellani e il suo magnifico giardino furono al centro della vita mondana milanese per tutto il periodo sforzesco.
Oggi, con un tour a numero chiuso, è possibile visitare la Casa degli Atellani, sia il giardino dove è stata recuperata la vigna originale di Leonardo, per volontà della Fondazione Portaluppi e degli attuali proprietari di casa degli Atellani. Per i più fortunati, è possibile anche soggiornare nella Casa, trascorrendo una notte negli Atellani Apartments; qui infatti sono stati finemente ristrutturati sei appartamenti di varie metrature, che offrono la possibilità di assaporare intensamente l’atmosfera rinascimentale, con tutti i comfort moderni.
Nicola Rovere


