La Brooklyn di Roma…il quartiere Pigneto

Oggi ho deciso di accompagnarvi alla scoperta di un quartiere a me molto caro della città eterna: il Pigneto.

Poco più che ventenne dalla Stazione Termini di Roma, salii sul Tram n. 5 (ma è possibile anche prendere il 14) per raggiungere il luogo che sarebbe stato casa mia per 3 anni, Via Conte di Carmagnola.

Il quartiere si presenta ai miei occhi multietnico, eccentrico ma straordinariamente umano. I bottegai, con mio piacevole stupore, salutavano all’ingresso o all’uscita dal negozio dei clienti. Non avvertivi la sensazione di vivere in un quartiere “standard” della metropoli.

E infatti non mi sbagliavo… il Pigneto parte dal quartiere San Lorenzo e si snoda lungo la via Prenestina fino a toccare la Casilina.

Il nome del borgo, Pigneto, è dovuto alla presenza di una lunga fila di pini, piantati dalla famiglia Caballini, posti lungo il muraglione della settecentesca villa Serventi.

Fino al 1870 questa zona era principalmente dimora di ville private e terreni agricoli, ma alla fine dell’Ottocento sorsero una serie di piccoli insediamenti spontanei e disorganizzati che diedero vita, nel Novecento, allo sviluppo di diversi complessi industriali. Così il Pigneto divenne il quartiere dei lavoratori.

Durante la prima metà del Novecento, l’area vide la costruzione di numerosi edifici, tutti in stili diversi. La varietà architettonica va dal liberty, al barocco, arrivando fino all’eclettismo. Fu proprio in quegli anni che alcuni privati cominciarono a costruire le tipiche case basse e colorate che possono essere ancora osservate passeggiando per il quartiere. Tanti i negozi vintage, i vari bar e ristoranti etnici e biologici regalano un’atmosfera nuova e originale alla città nel suo complesso.

Il Pigneto è la combinazione vincente di due contrapposte e spiccate personalità, di giorno tutto l’animo romanesco presente su visi, sorrisi, mani del popolo che lo abita, e quella notturna simbolo di una recente e ricercata realtà della movida romana.

Il Pigneto è il quartiere di ‘Accattone’ e di Pier Paolo Pasolini, oltre che il set di altre grandi pellicole come “Roma città aperta” di Roberto Rossellini con Anna Magnani e Aldo Fabrizi.

Cosa fare al Pigneto? Passeggiare tra le stradine del quartiere e ammirare la street art che colora i muri della zona. Per gli amanti dell’antica storia romana osservare gli acquedotti romani.

Per gli appassionati dell’architettura industriale visitare il centro sociale Ex- Snia ed il suo laghetto artificiale.

Per coloro che amano fare un “affare” ogni quarta domenica del mese l’isola pedonale di via del Pigneto viene animata da un singolare mercatino, dove è possibile trovare ogni genere di suppellettile. Particolarità di questo mercatino è che viene data la possibilità ad ogni cittadino, se lo desidera, di mettere in vendita i propri oggetti.

Non meno importante è appagare anche il gusto e non si può non assaggiare uno dei piatti cult della cucina romana: la Gricia o anche l’abbacchio con patate.

Il mio consiglio è andare a trovare Manuela ed Alberto nella loro piccola locanda sita in via Conte di Carmagnola e lasciarvi andare al sapore della loro cucina. Uno stile di arredo semplice e umile, unito ad una dolcissima gentilezza e disponibilità vi faranno trascorrere un piacevole pranzo o cena. Il Pigneto è riuscito a trattenere la sua veridicità e autenticità nonostante la crescita globalizzante della Capitale. Non di meno però, è riuscito a stare al passo con i tempi, offrendo un percorso di visita ai turisti curiosi di qualità: frutto di un’abile fusione tra tradizione e modernità.

Manuela Di Marino