Roma: dieci motivi per andare in Piazza di Spagna

Piazza di Spagna con la Scalinata di Trinità dei Monti è uno scenario di una bellezza, di un fascino che ti avvolge sempre, anche se ci passi ogni giorno, così come accade a me per raggiungere l’ufficio che si trova a pochi metri dalla piazza.

Transitandoci quasi ogni giorno, ti senti sempre più devoto a questa piazza per avere la possibilità di ammirarla nelle diverse fasi della giornata.

Il mattino quando non è ancora piena di turisti, la piazza è percorsa da persone che lavorano nelle numerose boutique di lusso o nei vari uffici che sono all’interno dei tanti palazzi storici.

La maggior parte li vedi uscire dal vicolo che porta all’ingresso della metropolitana linea A, altre persone le vedi arrivare in taxi o in lussuose auto con autista.

Trascorrendo le ore, la piazza e le vie vicine assumono un aspetto più vivace in cui il turista si mescola con il residente romano che viene a farsi una passeggiata in centro.

In estate anche comitive di giovani che hanno come luogo di riferimento la vicina Via del Corso.

All’ora di pranzo si riempiono i tavolini esterni dei bar, dei ristoranti, delle enoteche.

Altri turisti preferiscono un panino al volo seduti sui bordi dei marciapiedi.

Alcuni provano a sedersi sugli scalini di Trinità dei Monti e sono immediatamente redarguiti dal fischietto dei vigili urbani, poiché è vietato sedersi.

Verso sera la piazza torna a rilassarsi e al tramonto assume dei colori che ti fanno sognare.

I motivi per venire a Piazza di Spagna sono tantissimi.

Ne ho individuati dieci:

  1. Affacciarsi sul piazzale che sovrasta la Scalinata per ammirarla dall’alto.

Una prospettiva che si distende dalla scalinata verso la centrale Via dei Condotti per arrivare verso la Cupola di San Pietro. Come stare in un drone, sorvolando la città. Alle spalle la bellissima Chiesa della Trinità dei Monti. Straordinario capolavoro del gusto scenografico del Settecento, la scalinata di Trinità dei Monti rappresenta l’ideale raccordo tra la collina del Pincio e la sottostante piazza di Spagna, a quel tempo separate da una collina spoglia, ripida e fangosa.

Fu realizzata, fra il 1723 e il 1726, dall’architetto Francesco De Sanctis, al quale fu commissionata dal cardinale Pierre Guérin de Tencin. Inaugurata in occasione del Giubileo del 1725 da papa Benedetto XIII. Edificata in travertino, la scalinata è composta di undici rampe, ognuna formata da dodici scalini che si dividono, si riuniscono, mutando continuamente direzione. Una serie di balaustre accompagna le rampe che interrompono il forte dislivello e funzionano da punto di sosta e di godimento paesaggistico.

  1. Ammirare la “Fontana della Barcaccia”

Collocata al centro della piazza, fu realizzata tra il 1626 e il 1629 da Pietro Bernini per volontà del Papa Urbano VIII Barberini.

Pietro Bernini progettò una fontana assolutamente nuova rispetto alle opere realizzate a Roma alla fine del XVI secolo; s’ispirò, infatti, a una barca, ideando un’opera più scultoria che architettonica. La singolare vasca a forma d’imbarcazione raccoglie l’acqua che fuoriesce da due grandi soli – collocati internamente allo scafo a prua e a poppa – e quella che zampilla da un piccolo catino centrale. L’acqua straripante dai fianchi della barca, aperti in modo da offrire l’impressione che stia affondando, è raccolta da un bacino sottostante nel quale confluiscono anche i getti provenienti da bocche di finte cannoniere poste all’esterno della prua e della poppa, ai lati dei grandi stemmi del Papa caratterizzati dalle api, simbolo della famiglia Barberini.

  1. Cenare all’Imago Restaurant dell’Hotel Hassler una stella Michelin.

La particolarità di questa perla della ristorazione romana è deliziare il gusto e l’olfatto con le ricette preparate dallo chef Andrea Antonini, mentre si osserva Roma da una posizione panoramica che abbraccia dall’alto tutta la città.

Un connubio di sensi che si esaltano soprattutto quando Roma ti regala delle magiche serate con i suoi tramonti indimenticabili.

  1. Concedersi un momento di relax nella storica sala da tè “Babingtons”

Uno dei luoghi storici di Roma. A Roma vennero, nel 1893, due giovani signorine inglesi di buona famiglia: erano Isabel Cargill, figlia del capitano Cargill, fondatore della città di Dunedin in Nuova Zelanda e Anna Maria Babington, discendente di quell’Antony Babington impiccato nel 1586 per aver cospirato contro Elisabetta I.

Le due giovani decisero di investire i loro risparmi (100 sterline) aprendo nella capitale una sala da tè e di lettura destinata alla comunità anglosassone. Oggi uno dei salotti più eleganti di Roma per vivere un’atmosfera tipicamente inglese.

  1. Visitare la Keats Shelley House

La Keats-Shelley House, che si trova accanto alla Scalinata di Piazza di Spagna, è stata l’ultima dimora di John Keats, che vi morì nel 1821 a soli venticinque anni.

L’esterno dell’edificio è simile a com’era quando Keats arrivò a Roma nel vano tentativo di rallentare le ineluttabili conseguenze della tubercolosi.

Aperta al pubblico nel 1909, questa casa museo contiene una ricca collezione di quadri, sculture, manoscritti, oggetti e prime edizioni delle opere di Keats, Percy Bysshe Shelley e Lord Byron,  i più importanti esponenti della seconda generazione romantica inglese.

Altri pezzi importanti della collezione sono: un reliquiario contenente una ciocca di capelli di John Milton e di Elizabeth Barrett Browning, una maschera di carnevale in cera di Lord Byron e manoscritti di Jorge Luis Borges, Oscar Wilde, Mary Shelley, Walt Whitman, William Wordsworth, Robert Browning e Joseph Severn, l’amico e compagno di viaggio di Keats.

La casa possiede una ricca biblioteca specializzata in letteratura romantica, che conta ora più di ottomila volumi cui sono sempre aggiunti nuovi titoli.

  1. Shopping di lusso

La Piazza e le vie limitrofe sono una delizia per lo shopping. Le più importanti firme hanno le loro boutique in Piazza (Dolce&Gabbana, Valentino .) oppure in Via dei Condotti, in Via Borgognona.

Oltre alle boutique di moda ci sono gioiellerie, pelletterie, arredamenti per la casa, oggetti di design.

  1. Prendere un caffè all’Antico Caffe Greco.

Altro luogo storico risalente al 1760. Entrando nel Caffè è come entrare in un’atmosfera retrò. Potete prendere la consumazione al banco ma vi consiglio di sedervi per ammirare le opere artistiche esposte e vivere le stesse sensazioni che vivevano i grandi artisti e intellettuali che si ritrovavano qui.

Lo trovate in Via dei Condotti 86.

  1. Raggiungere a piedi la vicina Via Margutta.

Dopo aver visitato la Piazza, vi consiglio di entrare in via del Babuino, svoltare a destra in Via Alibert e dopo pochissimi metri si apre davanti ai vostri occhi la prospettiva di via Margutta.

Non fermatevi, la dovete percorrere tutta. Pur essendo una delle vie più belle di Roma, spesso è avvolta nel silenzio e questo vi permette di poterla apprezzare di più.

  1. Andare verso il Pincio

Dalla Piazza potete scegliere di risalire la scalinata oppure andare su Salita San Sebastianello. Se preferite questa soluzione, vi troverete al cospetto della Fontana del Bottino.

La fontana segnala l’esistenza di un bottino o cisterna di epoca romana, che è la più importante riserva d’acqua dell’acquedotto Vergine.  L’acqua dell’acquedotto Vergine esce qui per la prima volta in superficie.

Per questo motivo nel progetto originario la fontana avrebbe dovuto assumere carattere monumentale e celebrativo. Tale progetto non fu però realizzato. Con lo stesso scopo fu poi costruita la Fontana di Trevi.

  1.  Scoprire il vostro motivo

Non ho voluto scrivere il decimo motivo, perché sono sicuro che anche voi troverete il vostro personalissimo motivo oltre a quelli che vi ho esposto io. Sarò curioso se me lo farete sapere.

Per ogni necessità di assistenza e consulenza su viaggi a Roma e in Italia potete inviare una mail a santo@santodavid.it

Santo David