Il borgo antico di Castelvetro di Modena

È assolutamente vero, in Italia di Borghi arroccati sulle colline ce ne sono tantissimi, ma ognuno di essi racconta storie di persone e di luoghi e per noi il piacere è poterle riscoprire e condividere. L’Emilia Romagna ha tantissimi esempi di questo tipo del suo territorio essendo stata un terra contesa tra ducati e stato pontificio. Quando arrivi a Castelvetro di Modena non puoi non rimanere colpito di come tanta bellezza si stata protetta nel corso dei secoli per poter arrivare ai nostri giorni a deliziare il nostro sguardo. Il piccolo borgo ha un cuore che si chiama Piazza Roma, detta la piazza della Dama, proprio per il caratteristico pavimento a lastre bianche e nere.

Nel corso dei secoli quella che vediamo oggi non è la topografica originale del Borgo, in quanto alcuni edifici furono abbattuti per poter regalare un colpo d’occhio suggestivo dalla piazza principale che ripaga dell’impegno di essere arrivati fino a qui. Le torri visibili a grande distanza sono imponenti ed incutono soggezione se si pensa che erano baluardi di difesa e punti di osservazione. Le torri prendono il nome dal loro utilizzo nel corso del tempo e pertanto abbiamo la Torre dell’orologio e la Torre delle prigioni. Palazzo Rinaldi si affaccia anch’esso sulla piazza insieme al Palazzo Municipale.

La Torre dell’Orologio ha una pianta quadrata e rappresenta ciò che resta dell’antica struttura fortificata. L’origine di questo insediamento risale al XIII Secolo e nel corso dei secoli fu più volte trasformato. La torre è l’esempio di come nel tempo la struttura fortificata pensata a difesa della comunità e della signoria locale, sia poi stata trasformata nel corso del tempo in un campanile sulle cui facciate sono stati inseriti orologi nel corso degli anni che ovviamente si aggiungevano all’antica meridiana, ancora presente.

La Torre delle Prigioni invece ha una struttura a scarpa, e questa le conferisce maggiore stabilità ed ha un’altezza di 22 metri. La costruzione di questa torre viene datata intorno al XIV-XV secolo. La Torre ha anche dei passaggi segreti che permettevano di poter accedere facilmente al castello. Palazzo Rinaldi è in stile neogotico-medioevale, la facciata di Palazzo Rinaldi fu costruita in armonia con il Palazzo Comunale, a seguito del rifacimento della piazza di Castelvetro. Palazzo Rinaldi ha un’origine antica. Al suo interno si possono ancora vedere i resti dell’abside della vecchia Chiesa Parrocchiale dei S.S. Senesio e Teopompo. In occasione di un restauro, furono rinvenuti resti di ossa umane appartenenti al vecchio Cimitero che un tempo circondava l’abside della Chiesa, come era uso e costume.

Il Cimitero fu chiuso in seguito alle leggi napoleoniche che prevedevano di costruire i cimiteri ad almeno 100 metri dai centri abitati (Campo San Rocco a Levizzano ne è una preziosa e rara testimonianza). La prima pietra della chiesa fu posta il 14 Aprile del 1897, come si legge nella lapide conservata nella chiesa stessa, che stata consacrata nel 1097 e dedicata au SS. Martiri Senesio e Teopompo.

Nel centro del borgo antico presenta le caratteristiche tipiche dello stile neo-gotico. Il Palazzo Rangoni, posto di fronte alla Chiesa, subì come altri edifici del borgo antico, ingenti danni con il terremoto del 1501. Fu presto ristrutturato, se già nel 1564 ospitò il poeta Torquato Tasso, studente in fuga da Bologna. Al suo interno appunto la Sala del Tasso ed altre sale degne di nota, ma attualmente non visitabili a causa dell’ultimo terremoto che ha colpito l’Emilia del 2012.

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Marco Cisini