…Camminavo tra i Sassi

Benché girare il mondo sia l’aspirazione più alta cui io possa ambire, al momento le puntine rosse da posizionare sul mio planisfero sono ben poche. In occasione del mio compleanno, però, tra mascherine chirurgiche e FFP1, non ho esitato a caricare le valigie in auto e fare un salto a Matera. Ci siete mai stati in un presepe? È stata esattamente questa la prima sensazione che ho avvertito calpestando quei ciottoli. Qualcosa di magico è accaduto in quei giorni: vivevo in una casa il cui tetto era fatto di biocalcarenite, la famosa pietra dei sassi; al mattino mi svegliavo ed al balcone quasi immaginavo i pastori avviarsi verso la grotta; il profumo del pane materano che spalancava scostumatamente le porte di ingresso e ridestava l’appetito anche di chi non ne avesse.

Matera forse devi viverla per capire quanto sia spettacolare, vederla dal Parco al tramonto illuminarsi e poco a poco farsi responsabile delle sensazioni più intense che un comune essere umano possa provare. Ho sceso, dando il braccio all’Amore, almeno un milione di scale: sì, proprio un milione. Questa città è un sali-scendi continuo, un labirinto di viuzze in cui non puoi far altro che domandarti: “Ma qui non ci sono già passato?” E invece ogni angolo ti riserva una sorpresa, uno scorcio diverso, una musica nuova. Sulle scalinate di una Chiesa di Matera ho incontrato un ragazzo e la sua chitarra, uno dei ricordi più belli che conservo. La piazza principale s’era fermata tutta ad ascoltarlo, sembrava essere in un altro mondo, senza tristezze, senza epidemie. Matera potresti passarci ore cercando di scorgere ogni singolo particolare, fotografando strade, case, gradoni, portoni, finestre, viste mozzafiato.

Quella che più in assoluto ha accarezzato teneramente i miei occhi è stata la vista dalla Chiesa di Santa Maria Di Idris: il punto più alto del Sasso Caveoso, il cui nome richiama lo scorrere incessante dell’acqua lungo la roccia. Di giorno offre una panoramica incredibile sull’intero Sasso, ma di sera lascia pensare che l’essere umano dovrebbe dedicarsi più tempo e non correre… solo ammirare, in silenzio. Questa città ha una storia incredibile, è una tra le più antiche del mondo ed ha rappresentato per secoli un punto cruciale per gli imperi più forti che la Storia ricordi. Matera però è anche tristezza, malinconia: un colpo al cuore apprendere sulle condizioni di vita degli abitanti. Nessuna igiene, nessuna norma di sicurezza, niente acqua potabile e nemmeno elettricità; il numero delle famiglie era molto elevato e bisognava far spazio anche ai muli. Primo Levi passando per di lì denunciò la situazione, e per ironia della sorte “i Sassi” così tanto ammirati ai giorni nostri, vennero evacuati e mai più nessuno tornò a viverci. Per farvi un’idea sarebbe necessario visitare la “Casa Cava”, per apprendere d’essere nati negli anni giusti.

Le tradizioni però continuano ad essere rispettate fedelmente, e quei bambini delle grotte, ormai diventati anziani, si sono riuniti in associazioni culturali per dare ancora respiro a quelle usanze quasi ingiustamente dimenticate. È qui che riaffiora un altro bel ricordo: un vecchio signore ci accolse all’entrata di una delle mille chiese rupestri visitate, iniziando a suonare uno strano strumento, “La Cupa”, intonando una canzone che ricordava la vita nei Sassi prima che la stessa iniziasse a sorridergli: la lacrima fu inevitabile, l’insegnamento fu prezioso.

A proposito di insegnamenti, vi sfido a cercare in questo immenso labirinto roccioso una porta di legno, con un’imponente maniglia ed una scritta che recita: “… È un privilegio condividere tempo con chi riesce a leggere il nostro battito interiore”.  Matera mi ha insegnato a non dare mai nulla per scontato, a fare attenzione ad ogni minimo dettaglio, a non sottovalutare il potere di un tramonto. Avrei da scrivere centinaia di pensieri che mi inondano la mente di ricordi, ma preferisco pensare che presto tornerò seduta a quel baretto, dove in una mano tenevo i peperoni cruschi e nell’altra le tette di monaca. È incredibile quanto possa trasmetterti un viaggio ed in particolare cosa sia in grado di offrirti questa città. Non vi svelo nulla di più, è il momento di partire… e grazie Matera, sei stata il più bel regalo di compleanno di sempre.

Maria Raiola