La villa e.1027 a Cap Martin

Eileen Gray e Le Corbusier

A pochi passi dal noto Le Cabanon, piccolo ed essenziale rifugio estivo affacciato sul Mediterraneo, progettato da Le Corbusier (il maestro del Movimento Moderno) sorge la villa e.1027. Ci troviamo in Costa Azzura, nella baia che si affaccia su Monaco dove, tra il 1924 e il 1938 ebbe luogo una delle vicende più singolari legate al grande architetto.

La villa è progettata da Eileen Gray, architetto di origine irlandese nata a Enniscorthy nel 1878 e cresciuta professionalmente tra Londra e Parigi, che giungerà alla ribalta solo nel 1919, dopo aver ricevuto l’incarico, da parte di Suzanne Talbot, nota celebrità della moda parigina del tempo, di decorare il suo salotto. Per Eileen è l’inizio di un trionfo.

L’architetto, non si limita a scegliere ed accostare materiali e colori, ma progetta e riesce a far realizzare anche alcuni arredi. La casa di Suzanne e la cerchia delle sue conoscenze, diventano un trampolino di lancio per Eileen che, ben presto, oltre a ritrovarsi a disegnare ambienti e arredi per le personalità più in vista di Parigi, attira l’attenzione di alcuni tra i maggiori esponenti del Movimento Moderno, tra cui J.J.P. Oud, appartenente al gruppo di artisti olandesi De Stijl.

Grazie al compagno, l’architetto Jean Badovici, conosce infine, anche Le Corbusier. Sono loro due, nonostante tutto, che più di tutti credono in lei. Siamo infatti in un periodo in cui Mussolini scriveva che la donna è “estranea all’architettura, che è la sintesi di tutte le arti e, per sua natura, impossibilitata a costruire anche solo una capanna”, e lo stesso Le Corbusier, che alla neolaureata Charlotte Perriand, che si era presentata nel suo studio, aveva riso in faccia dicendo “Qui non ricamiamo cuscini” (con la quale però, in un secondo momento, avviò una decennale collaborazione che porterà a definire arredi talmente innovativi, che tuttora sono in produzione da Cassina).

Ci ritroviamo nel 1924 ed Eileen, a 46 anni, non ha mai progettato un edificio. Insieme al compagno scelgono la Costa Azzurra per realizzare la loro villa al mare. Il luogo è suggestivo, con una vista mozzafiato. Tre anni dopo, sulla scogliera di Roquebrune a Cap Martin sorge un edificio bianco, dalle linee minimali, appoggiato su esili pilotis che si affaccia sul mare interagendo con gli elementi naturali circostanti. “Anche nella casa più piccola uno deve potersi sentire solo” scrive Eileen, e basandosi sulla sensazione di isolamento e libertà ne definisce gli spazi. Il progetto ha tenuto conto del costante evolversi della sua relazione con il sole, il vento e il mare, riservando ad ogni spazio la possibilità di rapportarsi, in maniera armoniosa, con il contesto, attraverso grandi finestre e luminose terrazze.

La sua casa è anche un regalo, per Jean Badovici, proprio a partire dal nome scelto: e.1027 (un codice dove la e. corrisponde ad Eileen, il 10 è la J di Jean, il 2 è la B di Badovici e il 7 è la G di Gray). Le Corbusier rimane affascinato dal progetto e dalla realizzazione di questa villa esemplare, e nello stesso tempo, turbato per la sensualità che esprime, come diranno gli storici dell’architettura, rispetto ai progetti dell’epoca. Pochi anni dopo, la relazione tra Eileen e Jean finisce, mentre Le Corbusier, che nel frattempo è diventato un caro amico di Jean, viene ospitato molto più spesso alla villa, fino a viverla anche durante l’inverno.

Siamo infine nel 1938, l’anno in cui il grande artista, decide di pitturare 8 grandi murales, in parte alludenti alla bisessualità di Eileen e al suo rapporto con Badovici, sulle candide e incontaminate pareti bianche della villa. Il fatto sconvolse la Grey che, rimasta ferita, scrisse parole molto pesanti all’architetto, accusandolo di aver fatto un vero e proprio atto vandalico e di aver profanato la sua casa, dove – sentendosi tradita da Jean, che non l’ha difesa, e da Le Corbusier, con cui pensava di avere un rapporto di amicizia e stima – non tornerà mai più.

Lo stesso Badovici, irritato dalla situazione, impedì al grande artista di realizzare altre opere all’interno della Villa, e il fatto sancì definitivamente la rottura del rapporto tra i due. Le Corbusier, innamorato del luogo, così importante per la sua ispirazione, si rivolse al suo nuovo amico, il ristoratore Thomas Rebutato per ottenere ospitalità e, per lo stesso, progettò cinque Unités de Camping, proprio alle spalle della e.1027. In cambio, ebbe l’opportunità di costruire, poco distante da lì, su un pezzo di terreno dello stesso proprietario, il suo celebre Cabanon.

Probabilmente, nell’estate del 1965, solo uno scherzo del destino volle che la morte del grande architetto avvenne, in mare, probabilmente colpito da un attacco di cuore, proprio di fronte alla costa dove si sono consumati questi momenti, legati alla storia dell’architettura e dei suoi personaggi.

Nicola Rovere