Le dune di Sossusvlei

Tutto nasce da minuscoli granelli di sabbia che si appoggiano uno sull’altro fino a formare quello che oggi è il deserto più antico del mondo: il deserto del Namib. La Namibia è una terra antichissima, dove i viaggiatori che hanno il privilegio di attraversarla, vivono esperienze sensoriali che nel corso del viaggio, tendono ad amplificarsi sempre di più. I colori, i profumi, il gusto intenso offerto dalla cucina locale, le superfici porose ed antiche delle rocce ed il silenzio intervallato dal rumore del vento e dal verso degli animali, sono sensazioni che in Namibia raggiungono intensità uniche. In questo caleidoscopico paradiso i paesaggi assumono colorazioni indescrivibili che regalano ad ogni viaggiatore istantanee che resteranno nel suo album dei ricordi del cuore, per sempre. I nativi sono aperti, dolci e sorridenti. Il colore notte della loro pelle, le differenti tradizioni, i tratti così simili e così lontani, sono musica che inebria le notti passate in Namibia. Si tratta di un Africa diversa, intrisa di una storia controversa e con una forte influenza culturale europee essendo stata una colonia tedesca. Le città in Namibia sono affascinanti perché esprimono il passaggio delle culture e la loro convivenza. Sorprendono per bellezza ed efficienza e sono in netto contrasto con lo sconfinato ed affascinante nulla che offre il resto del paese.  Un safari in Namibia è una vera e propria avventura, seguire le tracce di un felino predatore per scoprirlo intento a scattare per un’azione di caccia, è una delle tante emozioni che si possono vivere in questo incredibile paese. Animali ferocissimi che qualche istante dopo scopri essere tenerissimi genitori sono una delle migliaia di immagini che si possono raccontare dopo un viaggio in Namibia. La natura è l’emblema dei contrasti ovunque e la Namibia, è il paese dove viene meglio rappresentata.

Il Deserto del Namib è tale da più di 80 milioni di anni, è uno dei deserti più antichi del mondo. Il suo territorio è incluso in aree naturali protette. La più importante è il Namib-Naukluft National Park, trattasi del parco nazionale più esteso di tutto il continente africano. Il nome “Namib” in lingua Nama (popolo che abita questa regione) significa “luogo vasto”. L’area di Sossusvlei è la più conosciuta e si trova in una gigantesca area sabbiosa del Namib meridionale. Quest’ultimo si estende fra i fiumi Kuiseb e Koichab e l’area complessiva è distribuita in 32.000 km². Il paesaggio è caratterizzato da dune di sabbia da colori intensi che vanno dal marrone chiaro all’arancione.

La differenza del colore, è dovuta alla composizione ferrosa presente nella sabbia ed alla conseguente ossidazione nel corso del tempo. Più le dune sono antiche e maggiormente il colore rosso aumenta di intensità. Molte dune superano i 200 m di altezza e sono fra le più alte del mondo. La più alta è la “Big Daddy” che sfiora i 400 metri di altezza. La Duna 45, chiamata così perché si trova al 45º km della strada principale del parco, viene definita “la duna più fotografata del mondo” infatti ha una forma particolarmente elegante ed un profilo relativamente poco ripido che permette ai viaggiatori di poterla piacevolmente scalare. La salita sulle dune è faticosa ed impegnativa ma al tempo stesso è divertente e suggestiva e ne vale assolutamente la pena.

Il crepuscolo – come sempre – mi trova come mi ha lasciato la notte, ancora “incollato ed intorpidito”. Mi alzo e mi lavo, un caffè veloce e poi via sulla jeep. Fa un freddo cane nonostante le coperte e le giacche a vento, ma non ci si perde d’animo, soprattutto quando si è in Namibia. L’alba arriva all’improvviso, si passa dalla notte al giorno in un attimo. Il cielo diventa blu. Una tonalità così intensa non l’avevo mai vista, non ci sono nuvole nel cielo e questo fa risaltare il rosso e il marrone delle dune ancora di più. Il contrasto è come un pugno nello stomaco, non hai parole e tanto meno fiato. Arriviamo alla duna 45, ma è alta circa 80 metri, vorrei scalarla, ma desisto, aspetto di mettermi alla prova con Dune più alte. La guida ferma la jeep, ci invita a scendere e a guardare tra la sabbia che dal lato destro della strada ha invaso l’intero paesaggio.

Con un bastone smuove un cumulo di sabbia, è alla ricerca dei piccoli animali che popolano il deserto: gechi, serpenti, ragni, scorpioni e svariati insetti. Davanti ad un insignificante buco, ricoperto da quella che sembra essere semplice sabbia bagnata, ci dice che si tratta della tana di una Leucorchestris Arenicola, comunemente chiamato il ragno bianco danzante. Si tratta di una specie di ragno cacciatore, che si trova nei deserti della Namibia. Deve il suo nome al colore del suo corpo. La comunicazione di questi insetti si basa sulle vibrazioni sismiche, muove le zampe sulla sabbia con ritmi diversi, e con questa azione invia richiami e messaggi alle femmine. I maschi viaggiano per più di un miglio alla ricerca di una compagna e sono in grado di coprire questa distanza in una sola notte. Quando incontrano una femmina devono essere estremamente attenti ad inviare messaggi corretti in quanto le femmine di questa specie hanno un carattere molto particolare, e per i maschi quell’incontro, se il messaggio fosse frainteso, potrebbe anche risultare mortale. La nostra guida scava nel buco, fino a far uscire il ragno dalla sua tana, poi lo prende in mano e lo mette appoggia sul palmo dei pochi coraggiosi che si offrono, io sono uno tra loro. La visita prosegue e gli altri abitanti del deserto che ci vengono mostrati sono: uno scorpione e qualche geco. La fauna del deserto riserva pericolosi e simpatici rappresentanti.

Percorriamo gli ultimi 5 chilometri che solo una auto con trazione 4 x 4 è in grado di fare. Per chi non ne fosse provvisto, ci sono delle navette oppure i più allenati possono proseguire a piedi. Noi non abbiamo problemi e la nostra Jeep prosegue il suo cammino mettendo in funzione tutte e 4 le ruote.

Parcheggiamo esattamente di fronte alla Big Daddy, l’imponente duna alta 390 metri, il mio obbiettivo è chiaro e determinato: voglio scalarla. Parto per un’epica impresa, freddo e caldo si alternano in uno scenario unico e favoloso lasciandomi senza fiato e non per la scalata, ma per la vista meravigliosa che ogni passo verso la vetta mi regala.

Una piacevole fatica, difficile da essere dimenticata perché il paesaggio che si ammira dalla cima lascia senza parole. Poi la sorpresa, mi danno un rettangolo di plastica sul quale sedermi, mi indicano di lasciarmi andare giù dal pendio e di lasciarmi scivolare. Senza tentennamenti mi lancio, bellissimo e divertentissimo scivolo fino alla base della duna, dove mi aspettano due tavoli imbanditi di brioches, frutta yogurt caffè, latte e tea, pane nero e marmellate, un tripudio. Colazione tra le dune, la più bella colazione della mia vita. Sazio, salgo sulla jeep e ci avviamo verso il Sesriem Canyon. Non un Canyon lunghissimo ma profondo e per questo incredibilmente bello. L’acqua ha scavato e modellato la roccia creando alte pareti suggestive. Scendo nella gola, non c’è acqua e percorro il letto del fiume ed il canyon per tutta la sua lunghezza. Risalgo e riparto in direzione sud, per la Namib Rand Nature Riserve, una delle zone più remote della regione.

Arrivo in uno dei lodge più unici ed esclusivi della Namibia, l’And Beyond Sossusvlei Desert Lodge. Struttura alberghiera di classe, solo 10 cottage posizionati a grande distanza l’uno dall’altro, esternamente rivestiti in pietra e con una privacy unica. All’interno delle camere il letto è posizionato su un piano rialzato rispetto al resto della stanza ma quello che mi colpisce è la tenda che copre il vetro di cristallo sul soffitto che la notte permette di addormentarsi guardando le stelle. La doccia esterna che si affaccia sulla savana ed un patio mozzafiato completano una camera che è difficile dimenticare. Le camere guardano una Duna gigante, immobile dal rosso cangiante che muta in base alla posizione del sole. Arriva la sera e dopo un brunch squisito, parto per vedere gli animai che popolano la valle, incontro prevalentemente gazzelle e zebre ma l’emozione non si esaurisce. La notte non è silenziosa in Namibia, i rumori della natura sovrastano il silenzio. Mi sveglio in piena notte in preda all’ansia. Si tratta dell’ultima notte di questo incredibile viaggio. Esco sul patio esterno e mi sdraio sul divano, intorno a me il buio è illuminato dalle stelle. La mia mente ripercorre le immagini di questa incredibile avventura. Impossibile non commuoversi ripensando all’emozioni vissute, ma certe lacrime essendo di pura gioia non possono essere amare. Sopraffatto dalla stanchezza mi addormento. Alle cinque meno un quarto mi sveglio ancora, aspetto l’alba, avevo questo in mente fin da quando ero andato a letto la sera prima. Fa freddo, l’escursione termica è una costante del viaggio, ma ho deciso non voglio andarmene da quel patio, voglio vedere l’aurora e godermi l’alba. Lo spettacolo ha inizio e la luce scaccia la notte, capisco di aver preso la giusta decisione e mi godo quel meraviglioso e struggente spettacolo dell’alba Africana. Sono estasiato e riconoscente nel vedere cosa, ancora una volta, mi ha regalato la natura.

Massimo Malavasi