Questo fenomeno straordinario che si ripete da sempre, riguarda gli erbivori africani dei quali fanno parte prevalentemente: Gnu e Zebre. Questo enorme spostamento che coinvolge migliaia di animali è indirettamente un appuntamento imperdibile anche per i grandi predatori come: Leoni, Leopardi, Ghepardi e Iene, che ovviamente beneficiano di questo evento. In seconda battuta, ci sono anche quei predatori che si accontentano degli avanzi come: Sciacalli, Avvoltoi, Servali e Caracal tutti pronti a lottare per la conquista di un buon pasto.
La migrazione si concentra soprattutto in 2 stagioni quella Estiva e quella Invernale. Va comunque detto che lo spostamento di questi animali ha un moto annuale perpetuo che differisce per numero di esemplari rispetto alla grande migrazione. La migrazione coinvolge tre macro aree e due differenti paesi: il Parco del Maasai Mara in Kenya, il Parco del Serengeti in Tanzania e l’area protetta che viene chiamata “Nogorongoro Conservation” che si trova nel Parco Ngorongoro nella parte che confina con il sud est del Parco Serengeti.
In sintesi la Grande Migrazione è lo spostamento delle mandrie di Gnu e zebre (in prevalentenza) che si muovono seguendo un percorso circolare intorno al Parco del Serengeti alla ricerca di pascoli freschi.
Questo movimento continuo delle mandrie alla ricerca di cibo, svolge un’importante funzione per la crescita del manto erboso, infatti, il calpestio del terreno e gli escrementi servono a concimare la terra, oltre a mantenere inalterata una catena alimentare che tiene in vita decine di specie di animali. Ma vediamo le caratteristiche di questi parchi e la fauna che vi si può trovare.
Parco del Serengeti – Tanzania
Il parco più famoso della Tanzania, forse il più famoso al mondo. Il suo ecosistema consta di oltre 2.000.000 di Gnu 400.000 zebre, 500.000 gazzelle di Thompson e circa 3.000 leoni, 1.000 leopardi e 500 ghepardi. Oltre a questi animali Popolano il parco mandrie di Elefanti, Impala, Antilopi, Eland, Giraffe, Struzzi, Coccodrilli e Ippopotami, oltre a 4.000 specie di uccelli. Il parco ha un’area di 15.000 kmq ed include anche la Ngorongoro plains che si trova a nord est del famosissimo cratere. La particolare orografia della zona, la composizione del suolo ed il tipo di vegetazione permettono avvistamenti faunistici senza uguali in Africa, il sottosuolo, costituito prevalentemente da rocce vulcaniche impedisce nella maggior parte del parco, la crescita di piante a fusto altro garantendo un ambiente aperto ottimale per gli avvistamenti.
Ngorongoro Conservation – Tanzania
L’area ha una superficie di 8.300 kmq e confina con la parte sud del Serengeti, non è un parco nazionale ma un’area di conservazione amministrata autonomamente. L’ambiente viene preservato ed è riconosciuto il diritto di insediamento delle comunità Masai. Patrimonio dell’UNESCO dal 1978 e dal 1981 è riserva internazionale della biosfera. Non coinvolto in questa migrazione è invece il famoso Cratere di Ngorongoro che segnaliamo in questa lista, solo perché non è distante (si fa per dire) rispetto al percorso della migrazione e perché fa parte della Ngorongoro Conservation. La zona del cratere è uno dei luoghi più incredibili che la natura ci abbia regalato. Si deve la sua formazione a quello che resta di un antico vulcano la cui cima è praticamente collassata 2.5 milioni di anni fa. La forma di questa zona è un grande cono che per il lato più lungo ha bordi rialzati di circa sei, settecento metri, mentre la sua estremità in cui si trova la caldera del vulcano si erge fino a raggiungere 2.300 metri di altezza offrendo una vista mozzafiato. In questo cratere si trova un ecosistema unico, vivono circa 25.000 animali di ogni taglia e specie. Fanno eccezione solo le giraffe che qui non trovano nutrimento. Nel Cratere di Ngorongoro, non serve cercare gli animali, in quanto si è completamente circondati.
Riserva Maasai Mara – Kenya
Il nome di questa riserva deriva dalla popolazione dei Maasai e dal fiume Mara che attraversa la riserva da Nord a Sud. La riserva si trova nella parte sud del Kenya, a circa 280 Km da Nairobi al confine con al Tanzania. Il suo ambiente è costituito da Savana, pertanto grandi praterie aperte, intervallate da alberi di Acacia. La Riserva Maasai Mara, è da considerarsi una zona imperdibile per tutti coloro che desiderano fare un safari in Kenya. In questo parco il numero di animali è elevatissimo ed assicura facili avvistamenti dei cosiddetti “Big Five” che sono: Leoni, Elefanti, Leopardi, Rinoceronti e Bufali. Da segnalare che il Maasai Mara ha la più grande concentrazione di Leoni con la criniera nera di tutto il continente.
Calendario della grande migrazione
Per coloro che vogliono avere un’idea più precisa del calendario della grande migrazione abbiamo cercato di fare una breve sintesi per potervi permettere di seguire lo spostamento degli animali e per poter programmare adeguatamente il vostro viaggio.

Da novembre ad aprile
In questo periodo le mandrie lasciano il Parco del Serengeti settentrionale e si incamminano per raggiungere le pianure che si trovano nella parte centro meridionale del parco. Tra dicembre e aprile gli animali si spingono ancora più a sud dove inizia la “Calving season” la stagione in cui si concentrano le nascite dei cuccioli. Gli Gnu solitamente si radunano nelle radure in cui vi è una grande quantità di Acacia Erioloba in quanto offre maggiore protezione e queste condizioni si trovano nelle zone del lago Ndutu e quelle del lago Masek. Due laghi salati che regalano immagini della migrazione molto suggestive. In questo periodo si può assistere con grande facilità oltre che a decine di parti, anche all’inevitabile caccia dei predatori che approfittano della fragilità dei neonati.
Da maggio a giugno
Al termine della stagione delle piogge, i pascoli del Parco del Serengeti del sud si esauriscono. Le mandrie iniziano la risalita verso nord del Serengeti occidentale, più comunemente chiamata Western Corridor. I differenti gruppi di animali si radunano verso la metà di maggio sulle rive del fiume Grumeti, nel quale vivono i super coccodrilli del Nilo, ed anche in questo caso, l’attraversamento del fiume per raggiungere il Serengeti settentrionale, espone gli animali ad altissimi rischi. Questa zona non è particolarmente indicata per un safari comodo, in quanto la vegetazione è molto fitta ed è estremamente difficoltoso raggiungere le sponde del fiume.
Da luglio ad ottobre
Il cammino continua e le mandrie si spostano verso nord nella regione del Serengeti che prende il nome di “Mara Triangle”. Questa zona si trova tra il fiume Mara ed il confine con il Kenya. Il fiume Mara così come il Grumeti, è abitato da coccodrilli che aspettano con impazienza il passaggio degli erbivori. Questo è il periodo perfetto per assistere a questi drammatiche attraversate, ed è in queste zone che sono stati realizzati decine di documentari che raccontano questo passaggio e che certamente avrete avuto modo di vedere. Le rive del fiume sono più alte, ed il letto del fiume molto più largo, rispetto al Grumeti. Questa caratteristica, rende gli attraversamenti molto spettacolari. In settembre una parte delle mandrie attraversa il fiume per entrare nella riserva del Maasai Mara in Kenya, mentre altri restano nel Serengeti settentrionale in Tanzania. Da questo luogo il mese successivo ripartiranno per ripercorrere lo stesso tragitto che ripetono continuamente per tutta la durata della loro vita.
Massimo Malavasi































