Kalimera!

Ho lasciato alle spalle da un pò, ormai il mio viaggio a Santorini ma il tempo non ha comunque scalfito il ricordo che ho di quell’isola e in generale del sentimento della “Greek Hospitality”.

Ero distante chilometri dalla mia terra, ma stranamente mi sentivo a casa anche lì e vi assicuro che per me non è una cosa semplice.

Sono abituato a stare lontano dal mio “nido” avendo lavorato per molti anni in villaggi turistici facendo, quindi, del mio credo personale e del mio lavoro: il sorriso, l’educazione e lo stare al contatto con le persone. Questo preambolo, che potrebbe risultare inutile, ha fatto sì però che io mi sentissi veramente a mio agio in un’isola che fa di tutto, grazie a chi la popola di farti sentire proprio come in un enorme struttura ricettiva. KALIMERA! KALIMERA! è la parola che senti e impari anche se non vorresti, un po’ come le canzoni del buon Gigi D’Alessio, ma che ti aiutano a comunicare e a farti sentire uno di loro.

Santorini è sicuramente una meta per gli inguaribili romantici alla ricerca di colori e di distese di mare da fotografare; i suoi paesaggi, le sue luci, fan sì che questa sia un po’ quella famosa isola che non c’è. L’alternanza fra la sua raffinata eleganza e la sua percettibile ruralità creano un mix sicuramente difficile da dimenticare.

Vi auguro, come è successo al sottoscritto, di perdervi tra la polvere e le pietre di Nea Kameni tentando di salire il vulcano, di assaporare i vini degustandone i più possibili e di sentirvi piccolissimi in mezzo al mare.

P.s: se ve lo state chiedendo Kalimera vuol dire Buongiorno.

Gianluca Pepe

Viaggiatore