I Monasteri di Meteora

Dopo anni mi ritrovo a trascorrere le vacanze di Natale a casa, lo stop forzato ai viaggi causato dal Covid nel 2020 mi fa capire quanto ero fortunata prima, quando l’unico problema era scegliere la vacanza in base ai gusti ed al budget.

La stesura dei miei racconti di viaggio mi aiuta attraverso il ricordo, a mitigare la nostalgia, ma un’idea prende forma, programmare le vacanze per l’estate 2021.

Prudentemente scelgo la Grecia, augurandomi che possa essere una destinazione accessibile, inizio a valutare i risultati di ricerca usando parole chiave come ad esempio “luoghi da vedere in Grecia”, “siti Unesco Grecia”, “top ten Grecia”.  Un luogo che mi incuriosisce particolarmente, presente in tutte queste ricerche é Kalambaka meglio conosciuta come punto di partenza per la visita ai Monasteri di Meteora.

Decido che questa sarà la prima tappa del viaggio in Grecia, scelta che si rivelerà azzeccatissima, anche se fino al momento del decollo del volo ho vissuto tra incertezze sulle procedure da seguire, preparazione di PLF, QR Code, autocertificazioni varie ed un senso di inquietudine non indifferente.

Il tragitto in auto da Salonicco, circa tre ore, mi lascia letteralmente esterrefatta, traffico quasi inesistente, nessun cantiere in autostrada, praticamente una chimera ad agosto per noi italiani.

Arrivo a destinazione nel tardo pomeriggio, i Monasteri stanno chiudendo, organizzo il programma di visita per la mattina successiva e mi godo il primo giro all’ora del tramonto quando i contrasti della roccia al calar del sole rendono questo luogo magico e mistico allo stesso tempo.

Meteora, che tradotto dal greco, significa “sospeso in aria”, patrimonio Unesco dal 1988 è una località ubicata nel nord della Grecia, al bordo nord occidentale della pianura della Tessaglia. È un importante centro della chiesa ortodossa, dei ventiquattro monasteri edificati con enormi sacrifici in cima a falesie di arenaria, attualmente solo sei sono visitabili, in parte recuperati dopo anni di abbandono.

La storia di questi monasteri unici al mondo risale al XI secolo, quando i primi monaci che vivevano nelle grotte della valle, iniziarono a pensare che più in alto fosse il luogo delle loro preghiere, maggiore sarebbe stata la loro vicinanza allo Spirito Santo.

Questo luogo aveva tutti i requisiti per ospitare i monasteri Ortodossi. Il primo, Gran Meteora o monastero della Trasfigurazione, nacque nel secolo XIV ad opera di Atanasio, in seguito ne nacquero altri fino ad arrivare a ventiquattro nel XVI secolo.

Il monastero di Gran Meteora oggi si raggiunge con una facile scalinata, un tempo invece, i monaci utilizzavano il sistema della carrucola facendosi issare con corde di iuta. Qui si possono visitare sale e refettori oltre alla Chiesa ed al Santuario ricchi di affreschi.

Gli altri monasteri non sono meno interessanti del più famoso, ognuno di loro conserva le tracce della propria storia, gli affreschi e le vie d’accesso più o meno impervie ed in alcuni casi addirittura faticose da percorrere sotto il sole di agosto. 

Il monastero di Ognissanti o, com’è comunemente chiamato, di Varlaam, sorge su un’imponente guglia, a breve distanza dalla Grande Meteora, la roccia di Varlaam è stata, secondo la tradizione, abitata per la prima volta nel corso della prima metà del XIV secolo dall’ asceta eremita Varlaam – coevo del beato Atanasio il Meteorita – il cui nome è stato dato al monastero.

Roussanou, l’origine del nome del Monastero non è accertata. Sono state fatte varie ipotesi, tra cui la più accreditata lega questa denominazione al primo abitante della roccia, oppure al fondatore della primitiva chiesa antica (XIV/ XV secolo).

Agios Nikolaos (San Nicola): costruito nel XVI secolo, il primo che si incontra arrivando da Kalambaka, uno dei più iconici e fotografati.

Agios Stefanos, uno dei più facili da visitare, imponente e scenografico.

Aghia Triada (Santa Trinità): situato in cima ad uno strapiombo, fu edificato nel 1475 e ristrutturato nei secoli successivi.

Dei sei monasteri ancora intatti, il Sacro Monastero di Santo Stefano e il Monastero Roussanou sono abitati da monache.

Difficilmente riuscirete a visitarli tutti perché ogni giorno uno di questi monasteri rimane chiuso, ma altrettanto difficilmente riuscirete a dimenticare quelli che avrete avuto la possibilità di visitare.

Come noi, saluterete questo luogo mistico con un senso di libertà nel cuore.

Annalisa Ranieri