Gli Stati Uniti sono una delle destinazioni che amo maggiormente. I paesaggi – quando li si attraversa in auto – ti permettono di assistere ad uno spettacolo di colori e di forme che cambiano in continuazione trasformando distanze infinite in un susseguirsi di eccitanti e sorprendenti momenti.
Le strade – negli Usa – hanno modificato la loro funzione, non scorrono schivando ostacoli come capita in altre parte del mondo, ma si snodano lacerando irreparabilmente: città, praterie, montagne. Segnano e delimitano pianure e piantagioni, si trasformano in ponti che uniscono lembi di terre che le acque hanno separato, collegano città sperdute e improbabili infinite province. Sono linee geometriche perfette che permettono alle auto di trasformarsi in proiettili, che possono abbandonarsi e scorrere fino alla destinazione permettendo a chi le percorre di godere dei paesaggi fantastici che si alternano.

Le strade nel Stati Uniti sono fonte di storie inesauribili, raccontate in mille canzoni e libri, le province, sono terre ancora non interamente comprese e scoperte mentre le città, stracolme di contraddizioni e di squilibri sociali, alternano fatiscenti quartieri a Downtown (centro della città) impegnati ad ostentare funzionalità e tecnologie architettoniche che proiettano i visitatori, in un tempo che sembra, ancora dover arrivare nel resto mondo.
Ma, la domanda che mi sono posto è: perchè? Perchè, è così intensa in me e in molti altri l’attrazione verso questo paese? Eppure rispetto a tantissimi altri paesi, gli Stati Uniti hanno un patrimonio artistico e culturale del tutto limitato e allora perchè…?
Credo che la risposta sia da ricercare, per assurdo, rispetto quello che ho detto precedentemente, proprio nella storia che questo paese ha vissuto. Lo spessore dei suoi interpreti, il susseguirsi di avvenimenti che prepotentemente sono entrati nelle nostre case, nelle nostre memorie, influenzando le nostre vite e trasferendoci la sensazione e il diritto di poter sentire questa storia, anche nostra. Pensare che in 400 anni, ci siano state persone che abbiano sradicato le proprie radici per trasferirsi in una terra selvaggia e sconosciuta dando vita ad una primitiva forma di emigrazione moderna. Spinti dalla necessità e dalla speranza di fare parte di poter rinnovare la propria vita attraverso il contributo alla nascita di un nuovo Stato che potesse essere un esempio per il mondo.
Da questo principio di volersi distinguere dagli altri stati del mondo, sono nati: errori e correttivi e anche qualche splendida intuizione. Così, la conquista dell’indipendenza; combattersi in una sanguinosa guerra civile per cercare di vincere una schiavitù che era in contrasto con il principio stesso della libertà che aveva mosso i padri fondatori dello questo ambizioso paese a scrivere una delle Costituzioni che il mondo abbia mai letto; l’espansione verso Ovest che era un ignota frontiera da “addomesticare”; aver combattuto per diritti civili nel mondo; aver conquistato lo spazio; aver sacrificato i propri figli per liberare l’Europa dal Nazismo; la musica; il cinema; le grandi menti che hanno cambiato il mondo moderno.… e molto altro.. sono tutti aspetti che contribuiscono a farmi amare questo paese…
Ovvio che non ignoro, il male che queste azioni hanno anche causato gli errori, gli sbagli di valutazione , le contraddizioni, il poco rispetto che nella realtà viene riconosciuto alle minoranze, il capitalismo eccessivo che spinge le scelte di questi ultimi decenni, e questo crogiolarsi in un ruolo di salvatori del mondo che il mondo ha apprezzato quando è stato realmente chiesto come aiuto ma che oggi maschera interessi che non hanno le stesse finalità di un tempo. E anche per tutto questo male, mi affascinano, perchè sono la rappresentazione di chi siamo, e di come siamo ad ogni latitudine.. Spinti da principi onorevoli.. ma disposti a raggiungerli.. con qualsiasi mezzo..
Ho amato gli Stati Uniti, almeno la loro storia, fino al 2001, fino al tragico evento del crollo delle torri gemelle… Quell’attentato orribile, ha messo in luce un paese, che aveva perso la copertina patinata che il mio cuore gli aveva conferito, ma senza per questo togliermi la curiosità e la voglia di suggerirlo sempre e a chiunque come destinazione per un viaggio e senza farmi perdere il desiderio di volerlo comprendere, anche in questo periodo di medioevo nel quale sembra precipitato. Per concludere diciamo che non sarebbe giusto abbandonare chi sta vivendo un momento di difficoltà e per questo auguro a tutti… buon viaggio negli Stati Uniti…
Marco Cisini








