High Line, New York

New York, una città cosi complessa, così eccentrica, così irrequieta. Arrivi a New York e fai una scaletta fitta di tutto ciò che devi vedere: Statua della Libertà, Empire State Building, Time Square, Moma, Central Park.  Ti affretti di qua e di là, rincorrendo un bus, un semaforo che sta diventando rosso, un taxi che gira l’angolo poi… proprio ferma al semaforo, aspettando di scattare al verde, intravedo un passaggio insolito, una scala metallica che porta non so dove.

Una curiosa come me non può farsi scappare questa occasione di sbirciare oltre, e cosa trovo? The High Line, una delle più belle (secondo me) attrazioni di New York. Una linea ferroviaria sopraelevata in disuso che è stata riadattata, splendidamente ristrutturata e che oggi conta oltre 210 diverse specie di piante e fiori ad abbellire, decorare e regalare a chi ci arriva 2,3 km di pace e tranquillità. Uno stacco inaspettato dal caos metropolitano.

La High Line fu costruita nel 1929, per permettere a fabbriche e magazzini di trasportare le merci da una parte all’altra della città, lo scopo era, attraverso questa ferrovia sopraelevata, di ridurre il traffico cittadino e decongestionare la città.  La realizzazione di questa opera costò uno sproposito. 150 milioni di dollari; al cambio odierno oltre 2 miliardi. Funzionò bene, ma per poco. Dopo la seconda guerra mondiale a New York tutto si muoveva su strada: le persone sulle macchine, e le merci di nuovo sui camion.

La High Line perse la sua ragione di essere. E così nel 1960, dopo soli trent’anni, la parte meridionale della ferrovia – più o meno metà – fu demolita. Sulla parte restante continuarono a viaggiare dei treni, ma sempre meno, fino al 1980 che ci fu l’ultima corsa.

Come dicevo, sono solo 2,3 km che si potrebbero fare tranquillamente in mezz’ora di passeggiata, ma… nessuno ce la fa. Questa corsia preferenziale unica al mondo, offre mille pretesti irresistibili per fermarsi di qua e di là, guardare sopra, sotto, rinfrescarsi nelle fontanelle sparse lungo il percorso o sdraiarsi sulle panchine di legno deliziandosi con la musica dei tanti artisti di strada che discretamente rallegrano il percorso.

È un tragitto rilassante, quasi surreale, dove si passeggia tra alberi, piante, fiori, in una delle metropoli più caotiche al mondo. Una camminata tranquilla e indisturbata, tra gente che fa jogging, esposizioni d’arte (High Line ospita anche molte opere d’arte), godendosi il sole e la vista dello Hudson, ammirando edifici tipici newyorkesi, dove puoi scorgere a pochi metri da te persone che vivono la loro quotidianità indisturbati anche dai turisti più curiosi che si sporgono quasi a volere entrare nelle loro case.

Come arrivare: raggiungere la High Line è semplice, ci sono 10 ingressi per la High Line di New York: 18th (in costruzione), 20th, 26th, 28th Street, 11th Avenue, più un accesso a livello della strada tra la 30th Street / 11th Avenue. 6 ingressi sono accessibili anche a persone con disabilità e sono a Gansevoort, 14th, 16th, 23rd, 30th Street, 34th Street/12th Ave.

Durante la passeggiata sulla High Line, si scoprono luoghi simbolo di New York come:

  • Il cavalcavia di Philip A. e Lisa Maria Falcone sulla 25th Street e 27th Street, la High Line qui è in salita per raggiungere l’altezza dei rami più alti degli alberi.
  • La piazza e punto panoramico di 10th Avenue sulla 17th Street. Siediti nell’anfiteatro all’aperto e guarda la città in movimento come anche gli spettacoli che fanno spesso qui.
  • Chelsea Market Passage tra la 15th e 16th Street.
  • Tiffany & Co. Foundation Overlook di Gansevoort Street: una balconata che si affaccia sulla strada che segna il limite più a sud di High Line, più oltre la ferrovia ha fatto spazio a nuove case negli anni ‘80.

Oggi la High Line viene visitata da circa cinque milioni di persone ogni anno ed è diventata una delle principali attrazioni della città, camminare sulla High Line non è paragonabile a nessun’altra esperienza che si possa vivere a New York. Si è sospesi a otto metri da terra e non c’è niente che ti fermi o ti ostacoli. Nessun semaforo, nessun incrocio, nessun cantiere; sei circondato solo da fiori, natura, arte e cultura.

Io, da quando l’ho scoperta, ogni volta che vado a New York, un pomeriggio lo dedico a questo “posto speciale”, uno spazio dove riesco a fermarmi, ritrovare la calma, un posto che non mi stanca mai, dove ogni volta, camminando sul legno, e passeggiando tra cespugli di echinacea, margherite e petunie, respiro forte, mi sento felice e mi sento di nuovo a casa.

Rita Martinelli

Agente di Viaggi