Iscritto9 Luglio 2020
Articoli4
Anno 2012. Do un calcio alla maturità e intraprendo un percorso di studi nel mondo del turismo, seguendo un corso che mi porta a viaggiare e scoprire il territorio comasco. Collaboro a un paio di progetti per la promozione del Lago di Como sul web, voluti dall’Ente bilaterale del Turismo. Rimango a scrivere e raccontare di quei meravigliosi luoghi per circa un anno e mezzo. Lavorando come creatrice di contenuti scopro la mia grande passione per la fotografia e la scrittura, due mondi che decido di approfondire sempre di più, portandoli con me sia nel campo lavorativo che nel tempo libero. Macchina fotografica alla mano e blocchetto degli appunti in tasca mi muovo tra i vari paesini alla ricerca di persone autoctone e genuine, le uniche in grado di raccontarmi con il cuore in mano, storia e tradizioni. Chi mi conosce sa che viaggio spesso anche con la mente. Come volontaria del FAI questo è accaduto spesso, studiando e raccontando ai tanti curiosi come me, la storia di luoghi sconosciuti, a pochi chilometri dalla vita di tutti i giorni, ripristinati grazie agli interventi della fondazione. Diverse scelte di vita mi hanno portata a cambiare strada e oggi mi occupo di gestire un Business Center, tuttavia nel tempo libero è rimasta la voglia di rispondere al richiamo della curiosità, grazie soprattutto alla complicità di amici e parenti. Il viaggio è per me libertà, contatto, stimolo e scoperta. La libertà di uscire dagli schemi del quotidiano per vivere qualcosa di nuovo e diverso, entrando in contatto con nuove culture, nuovi modi di vivere. È uno stimolo a cercare se stessi, riscoprire ciò che ci circonda, inserendo un ricordo sempre nuovo nel proprio bagaglio culturale e salendo un pochino per volta nella scala della crescita personale. Un continuo scattare foto, camminando per vari chilometri con il naso all’insù. Arrivare stremati a fine della giornata, ma sempre e comunque entusiasti di quanto si è scoperto.






