Roma: sulle orme di Michelangelo

Percorrere le vie e le piazze di Roma, è un susseguirsi di emozioni e di stupore. Spesso si ha la sensazione di essere accompagnati dai grandi pittori, scultori, artisti che l’hanno resa così bella e impareggiabile. Artisti che hanno lasciato le testimonianze del loro genio in diversi luoghi della città. Andare alla scoperta di questi luoghi costituisce uno dei tanti motivi che giustificano un viaggio a Roma.

Uno dei più grandi artisti che vissero a Roma e ci ha lasciato delle opere immortali è stato Michelangelo.
In quest’articolo, vi voglio portare sui luoghi michelangioleschi.

Una breve biografia di Michelangelo.

Nacque nel 1475 a Caprese (Arezzo) da una famiglia di mercanti fiorentini. Già in giovane età, iniziò a frequentare la bottega di Domenico Ghirlandaio, e poi il circolo artistico del giardino di San Marco, accademia di giovani artisti patrocinata da Lorenzo il Magnifico. Dopo un breve soggiorno a Bologna, ritornò a Firenze. In seguito venne a Roma e a soli ventiquattro anni scolpì la “Pietà” per il cardinale francese Lagranlos.

L’inizio del Cinquecento fu un periodo importantissimo per la produzione michelangiolesca: realizzò la Battaglia di Cascina, il Tondo Doni, il Tondo Pitti, ed anche la sua opera più grande e famosa di sempre, il David che possiamo ammirare in tutta la sua magnificenza all’Accademia di Firenze.

Nel 1505 papa Giulio II gli commissionò il suo monumento sepolcrale, i cui lavori termineranno, tra alterne vicende, solo nel 1545. Nel 1508 Michelangelo fu chiamato a dipingere il soffitto della Cappella Sistina, che lo impegnò per quattro anni.

Nel 1534 eseguì altri capolavori: il Giudizio Universale per la Cappella Sistina (1536-41), la sistemazione della Piazza del Campidoglio, gli affreschi per la Cappella Paolina in Vaticano, la conclusione di Palazzo Farnese e i progetti di San Pietro, tra cui la Cupola che sarà realizzata da Giacomo della Porta. Michelangelo morì il 18 febbraio 1564.

Iniziamo il nostro tour romano sulle orme di Michelangelo. La nostra prima tappa è nella Basilica di Santa Maria degli Angeli.

Santa Maria degli Angeli

La Basilica di Santa Maria degli Angeli, fu edificata all’interno di quello che in antichità era l’immenso complesso delle Terme di Diocleziano. Michelangelo, su commissione di Papa Pio IV, fece restaurare la parte del trepidarium, alzò il pavimento di due metri per isolare gli ambienti dall’umidità, aggiunse due cappelle e lasciò intatte le maestose colonne e le mura romane. Quello che colpisce, arrivando davanti alla Basilica, è il contrasto tra il suo esterno e la maestosità del suo interno.

Da vedere:

  • La Meridiana sul pavimento, tracciata da Francesco Bianchini nel 1703, indica il mezzogiorno, l’arrivo del solstizio e dell’equinozio e funziona da calendario.
  • L’organo monumentale composto di 5400 tubi.

Di fianco alla Basilica da non perdere il Museo delle Terme di Diocleziano.

Da Piazza della Repubblica ci spostiamo verso la zona compresa tra il Colosseo e il quartiere Monti (uno dei quartieri che si è trasformato da essere sede della Suburra in una delle aree più intime e belle di Roma) per andare a visitare la Chiesa di San Pietro in Vincoli. Per arrivare sul piazzale antistante alla chiesa, da via Cavour si percorre una scenografica scala detta anche “Salita dei Borgia”, in ricordo della nobile famiglia spagnola che da Valencia si trasferì a Roma. La chiesa esternamente è abbastanza semplice. Racchiude però una delle opere più straordinarie di Michelangelo:

Mosè e la Tomba di Giulio II

Commissionato da papa Giulio II nel 1505, Mosè doveva far parte del grandioso complesso statuario su tre livelli, adornato con circa quaranta statue, concepito come mausoleo del Papa, e avrebbe dovuto occupare un posto centrale nella nuova Basilica di San Pietro.

Dopo la morte del Papa, il progetto subì notevoli cambiamenti e ridimensionamenti. L’ultimo progetto fu terminato solo nel 1542/45. La leggenda (Roma ne è piena) racconta che Michelangelo stesso così meravigliato della bellezza della sua opera, battendo il suo martello da scultore su un ginocchio di Mosè dopo averlo terminato, gli chiese: “Perché non parli?”.

Dopo la visita di San Pietro in Vincoli, percorrendo Via Cavour in direzione Fori, arriviamo su una delle vie più scenografiche di Roma: Via dei Fori Imperiali, costeggiata da ambo i lati da aree archeologiche che testimoniano la grandezza che aveva questo luogo ai tempi dei grandi imperatori romani. Il nostro tour michelangiolesco ci porta sulla terrazza del Campidoglio.

Piazza del Campidoglio

La magnifica piazza concentrica del Campidoglio che si trova sul Monte Capitolino, fu progettata da Michelangelo nel 1536 su commissione di papa Paolo III. Dopo la sua morte, fu completata da Giacomo della Porta e Girolamo Rainaldi. Una piazza spettacolare da cui godere di una veduta straordinaria. Da non perdere la visita dei Musei Capitolini e la visita alla Basilica di Santa Maria in Aracoeli.

Riprendiamo la nostra passeggiata avviandoci verso il centro storico per raggiungere Piazza della Minerva a pochi passi dal Pantheon, per entrare nella Chiesa di Santa Maria Sopra Minerva al cui interno troviamo:

Il Cristo Risorto

Il Cristo Risorto o Cristo della Minerva è una statua di oltre due metri che si trova nella Chiesa di Santa Maria sopra Minerva. Michelangelo iniziò a lavorare all’opera nel 1514 su commissione di Bernardo Cencio. In fase di ultimazione dell’opera uscì una venatura nera sul volto di Cristo e Michelangelo dovette fermarsi e ricominciare da capo. La seconda versione fu consegnata nel 1520 anche con l’aiuto di Pietro Urbano. Riprendiamo il nostro tour per avviarci verso il Vaticano. La nostra prima tappa è all’interno della maestosa Basilica di San Pietro per andare al cospetto di una delle opere scultoree più famose nel mondo:

La Pietà

A 24 anni nel 1499 Michelangelo firma La Pietà, la Vergine Maria in pietà con il figlio sulle ginocchia. Dell’opera Vasari diceva: “certo è un miracolo che un sasso, da principio senza forma nessuna, si sia mai ridotto a quella perfezione, che la natura a fatica suol formar nella carne“. Quando ci si ritrova davanti alla Pietà si ha la certezza di essere di ammirare qualcosa di prodigioso. Un’opera nella quale l’artificio e la grazia si fondono esaltando la bellezza dell’opera michelangiolesca. Un’opera straordinaria che rivela uno studio meticoloso dell’anatomia umana, anche grazie alle dissezioni che il giovane Michelangelo aveva segretamente fatto su cadaveri nell’obitorio di Santo Spirito di Firenze. L’opera, in purissimo marmo di Carrara, è l’unica ad essere stata firmata dall’artista con la frase: MICHEL.A(N)GELVS BONAROTVS FLORENT(INVS) FACIEBAT, per eliminare qualsiasi dubbio su chi fosse l’autore.

La Basilica di San Pietro contiene al suo interno tanti altri capolavori di tanti altri grandi artisti, è un luogo dove si resta ammaliati dallo splendore dell’arte e dal misticismo del luogo. Si può salire sulla Cupola (la prima parte della salita può essere anche effettuata in ascensore, mentre la seconda parte può essere compiua solo salendo a piedi, in un percorso a volte angusto. Specialmente gli ultimi gradini sono in una stretta scala a chiocciola. L’impegno della salita è compensata da una veduta di Roma dall’alto che è impareggiabile.

La cupola di San Pietro

Michelangelo non fece in tempo a vedere completato il suo sogno romano: La Cupola di San Pietro. L’artista seguì in particolare la costruzione del tamburo; la cupola vera e propria, elaborata su suo disegno, venne costruita in seguito, nel 1590, con alcune modifiche. Nei sotterranei della Basilica si può accedere al luogo ove sono sepolti gran parte dei Papi e rappresenta un luogo di silenzio e di raccoglimento.

Concludiamo la nostra passeggiata michelangiolesca all’interno dei Musei Vaticani: uno dei musei più famosi al mondo. Per visitarli occorrono almeno 4/5 ore. Dopo un tour nelle varie sale al cospetto dell’arte e della storia, si arriva nella Cappella Sistina, dove già entrando si avverte di essere entrati in un luogo che ha qualcosa di sublime.

La volta della Cappella Sistina

«Dio creò l’uomo a Sua immagine, a immagine di Dio lo creò» Nessuna frase esprime meglio le scene della Genesi, insieme alle figure di profeti, sibille e antenati di Cristo eseguite da Michelangelo sulla volta della Cappella Sistina. Goethe lo descriveva come “un capolavoro di proporzioni colossali che da solo riesce a fornire un’idea completa di ciò che un uomo è capace di raggiungere”.

Le dimensioni delle Cappella Sistina sono grandiose: 40 m di lunghezza, oltre 13 di larghezza, quasi 21 al sommo della volta. La creazione di Adamo è l’episodio più celebre della Sistina e una delle icone più celebrate nell’arte universale. Voluta da papa Sisto IV nel XV secolo e affrescata da Michelangelo nel XVI secolo, fu inaugurata nel 1512.

Il Giudizio Universale

La parete della Cappella Sistina che Michelangelo affresca tra il 1536 e il 1541, dunque vent’anni dopo averne dipinto la volta, è conosciuta in tutto il mondo. La sua bellezza travolge lo spettatore. Tutto parte dal centro dove Cristo, con accanto la Vergine, come un direttore d’orchestra, sembra dare impulso al movimento. Con la sua mano destra salva i beati, mentre con la sinistra condanna i peccatori alla pena della dannazione eterna. I dannati precipitano verso l’inferno mentre i beati salgono verso il Paradiso. Il Giudizio universale, commissionato da papa Clemente VII , fu inaugurato nel 1541 da un già anziano Michelangelo.

Il tour che vi ho illustrato è stato da me sintetizzato per darvi un’idea di quello che ci è stato lasciato dal grande Maestro Michelangelo. Ogni luogo e opera richiederebbe ulteriori pagine di approfondimento. Roma è una città che non finisce di sorprendere e noi stessi romani non finiamo di scoprirla.

Una città che no si può esaurire in una visita lampo. Occorrono molti giorni per vedere i suoi luoghi più famosi e per andare alla scoperta di posti che non sempre sono previsti nei tour turistici di Roma.

Nel mio blog https://www.lagrandebellezzaitaliana.com/ ci sono diversi racconti dedicati alla mia città.
Se nei vostri desideri ci fosse il vostro primo viaggio a Roma, oppure volete tornarci per continuare a visitarla e scoprirla, potete anche contattarmi, inviando una mail a santo@santodavid.it

Santo David