Johnny Cash “Bitter tears”: lacrime amare

Sono molti i cantautori che nella storia della musica contemporanea si sono misurati nello scrivere canzoni sul genocidio dei Nativi Americani o sulla loro condizione di vita dopo la conquista del West. Tra i cantautori americani c’è senza dubbio Johnny Cash, che fu uno tra i primi ad occuparsi dell’argomento, dando vita ad un “concept album” – ovvero un 33 giri in cui tutte le canzoni trattavano un unico argomento – dedicato interamente alla condizione estrema in cui versavano i Nativi americani negli Stati Uniti.

Cash scrive questo Album nel momento in cui la sua carriera sta raggiungendo livelli di notorietà sempre più elevata, e soprattutto dopo aver portato al successo canzoni in cui era riuscito a combinare la melodia Country con l’affermato Rock & Roll di Elvis, ed è anche grazie a lui che nascono i primi rudimentali tentativi di quello che nel tempo sarebbe stato definito un vero e proprio stile musicale: il Country Rock. In quegli anni Johnny Cash non era ancora l’icona americana che sarebbe diventata molto tempo dopo; in questo periodo era alle prese con una vita privata che era un vero e proprio disastro: crisi matrimoniale, problemi di alcolismo, droga e troppe notti passate in guardina.

Eppure in quel coraggioso 1964, concepisce e scrive 8 ballate insieme a Peter La Farge, autore di molti pezzi folk sui nativi, un album che sarà un pezzo della storia musicale folk americana per generazioni.

In queste canzoni descrive il dramma censurato e nascosto dei nativi americani perpetrato nella storia della colonizzazione ma senza trascurare riferimenti all’attualità che non sembra discostarsi in alcun modo dal passato.

Nell’album include “The Ballad of Ira Hayes”, canzone che narra la storia di Ira Hamilton Hayes, un nativo che aveva combattuto nella storica battaglia di “Iwo Jima” durante la seconda guerra mondiale, ed era stato ritratto insieme ai suoi compagni nell’atto di erigere la bandiera americana dopo aver sconfitto il nemico.

Questa foto, è uno dei simboli della seconda guerra mondiale. Nella canzone, Cash, descrive l’emarginazione che questo eroe subisce al suo rientro negli Stati Uniti, in quanto Nativo.

Ira Hamilton Hayes muore di stenti a solo 32 anni, anche a causa della siccità sofferta nella Gila River Indian Community nella città di Sacaton in Arizona, territorio che si trova non lontano da Phoenix. Le sue spoglie sono sepolte nel cimitero di Arlington, forse anche grazie alla canzone di Cash e La Farge.

Fu questa canzone scritta a quattro mani ad ispirare l’intero album, il titolo di questo lavoro è “Bitter tears” (Lacrime amare). Fu una grande provocazione ed ebbe immediatamente un successo enorme, ed inatteso.

I tempi erano maturi, e molti artisti avevano capito il potere della musica per poter rivendicare e denunciare tutto ciò che non poteva più essere tollerato.

Marco Cisini