Cavallo Pazzo, un capo che non si piegò all’uomo bianco

Ci sono tantissime vite che hanno sfidato il tempo fino ad arrivare i giorni nostri proprio per essere raccontate, e questa è certamente la storia di Cavallo Pazzo. Nato dall’unione tra una donna Minneconjou e da un guerriero Oglala nel 1840, si era distinto fin dai primi anni per essere in grado di calarsi in profonde meditazioni, come erano soliti fare i Nativi durante la loro formazione adolescenziale, oltre a dimostrare fin da giovane di avere attitudini speciali nell’arte della guerra.

Partecipò a diverse battaglie, alcune delle quali appartenenti a quella che viene definita la Guerra di Nuvola Rossa avvenuta tra il 1866 e il 1868 e conclusasi con l’accordo di Fort Laramie. Negli anni successivi si unì agli indiani che si rifiutavano di entrare nelle Riserve combattendo al fianco di Toro Seduto e di molti altri leggendari Capi Indiani. Fu uno dei protagonisti dell’epica Battaglia di Little Big Horn. Il suo carattere indomito in guerra, il suo coraggio sprezzante e la sua capacità di sacrificio, lo resero agli occhi della Nazione Sioux un vero e proprio punto di riferimento. Durante la sua vita da guerriero furono tante le azioni in cui riuscì a mettersi in luce come ad esempio la battaglia che prese il nome del Massacro di Fatterman, durante la Guerra di Nuvola Rossa.

In quell’occasione insieme a soli 7 guerrieri cavalcò fino a Fort Phil Kearny, dislocato sulla pista di Bozeman. I guerrieri sioux cercarono di attirare l’attenzione dei soldati urlando e sparando in cielo con il preciso intento di attirare i soldati al di fuori del forte, certi che si sarebbero lanciati al loro inseguimento. Il Capitano William J. Fetterman con 80 soldati partì dal forte. Fetterman era un giovane ufficiale che si era distinto durante la Guerra di Secessione ma non aveva alcuna esperienza con gli indiani e in più, era anche un supponente spaccone, che sottovalutava le capacità strategiche del suo nuovo nemico. Il Comandante del Forte il Colonnello Carrington era stato chiaro e gli aveva ordinato di essere cauto e soprattutto di non allontanarsi troppo, era il 21 Dicembre 1886. Fetterman lanciatosi all’inseguimento dei 7 andò incontro alla morte con tutti i suoi uomini. Era un’imboscata, dopo una lunga cavalcata per far allontanare i soldati, la gran parte degli indiani attendeva l’arrivo dei compagni inseguiti e non appena arrivati al punto concordato apparve e sorprese i soldati.

Gli Indiani si erano nascosti in una depressione del terreno e quando i soldati videro la moltitudine di guerrieri che li attendeva, erano già stati accerchiati e dopo solo mezzora tutto era già finito. I soldati furono tutti uccisi, compreso il giovane ufficiale, i loro corpi orrendamente mutilati, quasi certamente per rappresaglia dopo quanto era accaduto due anni prima per mano del Colonnello Chivington in quello che passò alla storia come il Massacro del Sand Creek. Cavallo Pazzo partecipò a molte altre battaglie accrescendo il suo mito che arrivò ad affermare che fosse l’unico indiano in grado di respingere le pallottole dell’uomo bianco. Questa convinzione nacque dal fatto che Cavallo Pazzo non fu mai ferito in battaglia e per questo anche la sua casacca divenne mistica al punto di essere venerata dopo la sua morte come un cimelio magico. La vita di Cavallo Pazzo è paragonabile a quella degli eroi delle opere classiche scritte da Omero. La morte sopraggiunse dopo l’ennesima ribellione. Nel Maggio del 1877 si arrese con i suoi 900 Indiani Oglala stremati ed affamati a Fort Robinson nel Nebraska che si trova a Sud di Pine Ridge l’attuale Riserva, al Generale George Crook.

A settembre nel tentativo di lasciare la Riserva per portare la moglie malata dai suoi genitori, il Generale decise di arrestarlo temendo un suo ritorno alle Armi. Furono mandati Piccolo Grande Uomo vecchio conoscente di Cavallo Pazzo e passato all’Agenzia Indiana e William Gentles e mentre tentavano di bloccarlo, quest’ultimo lo colpì a morte, ferendolo alle spalle con la baionetta. Non si conosce il luogo in cui sia stato sepolto Cavallo Pazzo, ed è lo stesso grande sciamano Alce Nero, autore insieme a John G. Neihardt di un libro bellissimo: “Alce nero parla”; interrogato su questo aspetto a contribuire alla grandezza del mito di questo eroico capo, affermando che non c’è un luogo in cui piangere Cavallo Pazzo, visto che il suo spirito non è mai morto.

Per gli amanti dei viaggi alla ricerca dei luoghi della storia, sappiate che Il monumento dedicato al Massacro di Fetterman si trova nel Wyoming tra le città di Bufalo e Sheridan, non lontano da questo luogo si trova anche Fort Phil Kearny Historical Site e per gli amanti dei siti della conquista del West sono luoghi che pur essendo solo prati – oggi – trasferiscono suggestioni difficili da poter essere descritte.

Marco Cisini