Alice nel Paese delle Meraviglie?… io lo sono stata… davvero…
Era il 15 ottobre 2021 quando io e mio padre varcammo la soglia del volo xxx che ci portava a scoprire la vecchia Costantinopoli: Istanbul.

Arrivammo stanchissimi all’aeroporto di Sabiha Gokcen verso le ore 22.00 locali. Il tempo era amorevolmente dolce, le temperature serali si aggiravano intorno ai 18 gradi centigradi. E che dire; la voglia di assaporare quella fantastica città medio-orientale prevaleva sulla spossatezza del viaggio.



Decidemmo così la sera stessa di abbandonare i nostri oggetti personali presso l’hotel nella quale soggiornavamo e di catapultarci a visitare le prime meraviglie: la Moschea Blu e la Basilica di Santa Sofia.

Maestosamente erette l’una di fronte all’altra, le due strutture sembrano quasi guardarsi e sfidarsi in una sorta di gioco. Divise semplicemente dalla bellissima Piazza Sultanahmet, che prende il nome turco direttamente dalla possente moschea, sono uniche nel loro genere.
La prima è tipicamente in stile orientale; presenta ben sei minareti ed una cupola altezzosa. Al suo interno il primo articolare che “balza subito agli occhi” sono le bellissime piastrelle di ceramica color turchese; pensate che se ne contano più di 20.000!
La seconda, denominata dalla popolazione turca Ayasofia, è in stile tipicamente bizantino. Inizialmente, intorno al 1200, fù sede papale e successivamente, sotto l’Impero Ottomano, fù adibita a moschea per poi riproporsi intorno al 1930 come museo e solo nel 2020 ridisegnarsi come moschea.


E’ semplicemente bellissima… non si possono utilizzare parole per esprimere la sua magnificenza! Presenta ben quattro minareti, un’imponente cupola ed è attualmente l’emblema di Istanbul.
Amareggiati purtroppo dall’ormai tarda ora, io e mio padre decidemmo di rientrare in hotel, pronti all’avventura del giorno successivo.
Suonò la sveglia presto. Ci vestimmo e andammo a fare colazione. Partimmo poi con destinazione “Il Paese dei Balocchi”… il Grande Bazar di Istanbul! Non credo servano delucidazioni a riguardo, ma vi assicuro che i sapori, gli odori ed i colori che incontrammo in questo fantastico luogo furono veramente stupefacenti!


Un grande mercato al coperto, uno dei più grandi e antichi mercati del mondo, dove persone e culture diverse s’incontrano e si fondono in modo talmente armoniosi da creare un universo a se stante.
Non solo, è anche molto caotico! Pensate che conta quasi 90.000.000 di visitatori l’anno!
Ci fermammo poi all’ora di pranzo in un tipico ristorante turco dove decidemmo di assaggiare le loro specialità. Io presi il Cacik, un piatto a base di yogurt, cetrioli, olio d’oliva e aglio. Mio padre osò un po’ di più e assaporò il Guvec; un tipo di stufato con carne di montone, manzo e pollo cotto molto lentamente.
Alquanto esterrefatti dai sapori deliziosi, decidemmo di assaggiare anche uno dei dolci tipici del territorio; la Baklava composta da pasta fillo, frutta secca e sciroppo di miele. Il tutto ovviamente accompagnato dall’immancabile caffè turco!

Nel pomeriggio, ormai quasi in prossimità della ripartenza verso l’Italia prevista per la mattina successiva, decidemmo di visitare il Topkapi Palace; un tempo residenza del Sultano e attualmente un museo amministrato dal Ministero della Cultura e del Turismo. E’ composto da moltissime stanze, anche se al pubblico sono accessibili solo le più importanti come l’harem e la tesoreria.
Per finire proseguimmo poi in serata con la visita della maestosa Sulleymaniye Mosque, detta anche la Mosche di Solimano. Inserita all’interno di una cinta muraria e da giardini curatissimi, offre il suo massimo splendore grazie alla sua posizione dalla quale si può osservare tutta la città. Veramente emozionante!
Proprio annesso ad essa troviamo il piccolo cimitero nella quale sono sepolti Solimano e la moglie.
Stanchissimi ma molto entusiasti, decidemmo si tornare in hotel, pronti per l’ultima notte di passaggio in questo bellissimo Paese.
Partimmo la mattina all’alba per raggiungere l’aeroporto dove avremmo salutato quella magnifica terra; sicuri però che non sarebbe stato un addio!
Tiffany Verzeni


