Immagina di trovarti a camminare nel trafficatissimo incrocio tra la Ploenchit Road e la Chalerm Maha Nakhon Express Way, e di procedere verso sudest. È qui che nasce una delle strade urbane più lunghe al mondo, la Sukhumvit Road, che dal cuore di Bangkok si snoda per ben 488 chilometri fino a raggiungere il Distretto di Klong Yai al confine con la Cambogia.



Ufficialmente classificata come “Highway 3”, deve il suo toponimo a un importante funzionario che fu a capo del Dipartimento Thailandese Delle Autostrade, Phra Bisal Sukhumvit, il quale fu l’artefice di una rapida crescita delle infrastrutture stradali del Regno durante gli anni ’30 e ’40 del secolo scorso. L’inaugurazione della Sukhumvit Road risale infatti al 1936.
Naturale proseguimento della vasta area commerciale e turistica i cui distretti di Siam Square e Chidlom corrono lungo la Rama I Road e la Ploenchit Road, la sezione propriamente metropolitana della Sukhumvit va dal Soi 1 al Soi 101. Ma cosa sono i Soi? E’ il nome thai che definisce le traverse che intersecano la strada principale, numerate da Ovest verso Est a partire dal Km. Zero, assegnando a sinistra i numeri dispari e a destra quelli pari.



La Sukhumvit e’ una delle strade più intasate del mondo, sia di giorno che di notte, benché tale mole di traffico automobilistico venga in qualche misura alleggerita dall’efficienza di una metropolitana sopraelevata (BTS) che le scorre al di sopra iniziando dalla stazione di Nana e arrivando fino al capolinea di Kheha, all’estrema periferia di Bangkok.

I quartieri residenziali che costeggiano la Sukhumvit Road, da Nana (Soi 1) fino ad On Nut (Soi 63) ospitano la maggior parte dei cosiddetti “Western & Asian Expats”, ed io tra quelli, che soprattutto per motivi di lavoro abitano a Bangkok. Il cuore pulsante della Bangkok contemporanea si trova qui, e ad ogni stazione della BTS corrispondono dei vastissimi quartieri, ciascuno con le proprie peculiarità che provo qui di seguito ad accennare, limitandomi ai quattro di essi più “centrali”: Nana, Asok, Phrom Phong, e Thong Lor.



Nana. E’ stato per decenni il quartiere a luci “rosa” di Bangkok, sede della famigerata Soi Cowboy, oggi decentrata ad Asok. Ma continua ad essere il quartiere preferito dalle comunità indiane, nepalesi e bengalesi, le quali hanno li’ impiantato le loro fiorenti attività di sartoria e ristorazione. E’ sede anche del più importante ospedale privato di Bangkok, che grazie alla sua aura di sanità di eccellenza attira pazienti provenienti prevalentemente dai ricchi paesi arabi, ma non solo.

Asok. Si tratta innegabilmente del quartiere più multietnico, sede di importanti società che operano in diversi settori che spaziano dalla finanza al turismo, e della Borsa Valori di Bangkok. Rappresenta anche uno snodo cruciale del sistema integrato di trasporti pubblici, in quanto la metropolitana sopraelevata si incrocia qui con quella sotterranea, generando ogni giorno una quantità innumerevole di transiti da parte di pendolari e residenti, lavoratori e turisti. Tra le sue attrazioni impossibile non citare il Queen Sirikhit National Convention Center ed il Benjakitti Park, secondo polmone verde della città dopo il Lumphini Park.


Phrom Phong. È forse la zona a più alta vocazione commerciale, grazie alla presenza dei centri commerciali di lusso della catena Emporium, ma anche di numerosi negozi di altissimo livello, ristoranti chic di cucina asiatica e fusion, locali notturni trendy, etc. Nella sua parte più propriamente residenziale, caratterizzata non soltanto da enormi condomini moderni ma anche da ville e villette unifamiliari, abitano le famiglie dell’alta borghesia cittadina. L’unica area verde pubblica e’ il Benchasiri Park, meta prediletta nelle prime ore del mattino degli amanti del jogging.

Thong Lor. È la zona di Bangkok a più alta densità di expat giapponesi e coreani e conseguentemente i ristoranti di cucina giapponese e coreana sono davvero numerosi. Ma non soltanto quelli: al Soi 72 puoi trovare un compound “gastronomico” dove le cucine di tutto il mondo esprimono il meglio di se’. A parte ciò, nel quartiere si respira una certa aria “bohemien”, e non a caso e’ stato definito, magari esagerando un po’, “il più alla moda” dell’intera Asia, capace di attirare artisti, musicisti, ed in genere lavoratori dello show-business provenienti da ogni parte del mondo.

Lungo la Soi Thong Lor e nelle sue diramazioni e’ tutto un fiorire di gallerie d’arte, sartorie di haute couture, concessionarie di auto di lusso, etc… La Bangkok moderna che ho provato a descrivere in queste righe, vera e propria metropoli proiettata nel futuro, convive felicemente con la Bangkok antica dei templi e delle tradizioni ataviche, anzi direi quasi che si completano l’una con l’altra, in un armonico contrasto fatto di luci, suoni, profumi e, soprattutto, umanità che puoi trovare soltanto in questa ineguagliabile città.
Daniele Cugurullo


