“Una buona occasione nella vita si presenta sempre. Il problema è saperla riconoscere e a volte non è facile. La mia, per esempio, aveva tutta l’aria di essere una maledizione.” (Tiziano Terzani). Questo l’incipit di uno dei libri che amo di più, al quale mi sono permesso di rubare il titolo, per raccontare una storia personale realmente accaduta non tanto tempo fa.

C’è un albergo a Bangkok, non lontano da Siam Square, che era già molto popolare tra i turisti provenienti da ogni nazione fin dagli anni ’70 del secolo scorso. Quando poi, tra la fine del 1999 e l’inizio del secolo in cui viviamo, venne inaugurata la metropolitana sopraelevata di Bangkok (BTS), l’hotel accrebbe in misura eccezionale la propria popolarità essendo l’unico in città ad avere l’accesso diretto allo skytrain, e più precisamente alla stazione, centralissima, di Ratchathewi.


Conosco molto bene questo albergo oggi un po’ vintage, avendoci alloggiato per diverse volte durante i miei primi viaggi in Thailandia (a partire dall’ A.D. 2000). Ed onestamente non posso che dire di essermici trovato sempre abbastanza bene. Tra le peculiarità dell’hotel, ce n’è una che poche altre strutture possono vantare: lungo il corridoio interno situato sopra la hall, che conduce direttamente alla stazione BTS, tra i vari negozietti e stands c’è il banchetto di un “fortune teller”, che per poche centinaia di baht eroga servizi di astrologia, chiromanzia, e predizioni in genere.


Devo ammettere che durante il mio primo soggiorno a Bangkok, incuriosito ed affascinato com’ero di tutti gli usi e costumi del lontano Oriente, mi fermai a chiedere un consulto, del cui esito oggi non ricordo molto, se non la cosa più importante che mi predisse e che effettivamente si avverò dopo circa sei anni, e cioè che sarei andato a vivere in Thailandia (eventualità che a quei tempi non avevo ancora assolutamente preso in considerazione).
Circa vent’anni dopo, ad Ottobre del 2019, mentre mi trovavo a Bangkok per decidere se accettare o no una interessante proposta di lavoro, decisi di tornare a visitare il banchetto del fortune teller. L’indovino non era lo stesso della prima volta, anche perché nel corso della settimana diversi “operatori della predizione” si alternano al banchetto, ma la mia curiosità si, era la stessa di allora, se non addirittura maggiore.
Ebbene, tra gli altri vaticini che mi elargì, l’indovino di turno mi sconsigliò di accettare la proposta lavorativa, perché di li a poco ci sarebbero stati dei problemi di salute, che non avrebbero necessariamente riguardato la mia persona ma in generale l’ambiente che mi circondava.
Entrai in crisi. Passai alcuni giorni a meditare e riflettere sull’argomento. Ed alla fine decisi di non accettare il lavoro e di rientrare in Italia. Dopo poche settimane qualcosa che avrebbe profondamente cambiato le vite di tutti noi partì da Wuhan, Cina.
Daniele Cugurullo


