Ricordo Vienna

Vienna è come quelle bellissime donne che hanno segnato un epoca e che, anche perdendo la gioventù, hanno saputo rimanere su quel piedistallo che le ha rese Dee. Un’impressione di maestosità, di potenza mitigata però da un eleganza naturale, senza tempo.

Il Ring, l’anello che circonda il centro città sostituisce il perimetro delle mura medioevali ed è arricchito dai palazzi aristocratici, dai ministeri, dalle ambasciate. Il Duomo di Santo Stefano svetta verso il cielo, quasi a toccarlo. E tutto è come legato da un filo immaginario che ci porta alla storia della città, del Paese, alla famiglia che per secoli ha dominato ed anche a noi che fummo loro sudditi.

Schonbrunn non è in centro, ma tutto parte forse da lì. Era la residenza estiva degli Asburgo e visitandola senti quasi la presenza dei personaggi che qui vivevano, Maria Teresa la grande imperatrice ed i suoi tanti figli e figlie, Maria Antonietta regina tragica e Maria Carolina che portò a Napoli un influenza europea e cosmopolita.

Ed ancora la Reggia, l’Hofburg così tetra, incombente. Qui la figura dominante è quella dell’imperatore Francesco Giuseppe, un militare ligio al suo status che mostrò forse la sua umanità innamorandosi della bellissima cugina Elisabetta. Ma quante tragedie lungo il corso della vita. Il suicidio del figlio, dell’erede, l’assassinio della bella Sissi ed ancora l’attentato a Serajevo… Joseph Roth il grande scrittore fa dire ad un suo personaggio nella Marcia di Radetzky “quando il Grande Vecchio chiuderà gli occhi tutto questo finirà”. E così fu.

Ma Vienna è bellezza, cultura, arte. Il Kunsthistorisches Museum è una delle più ricche pinacoteche del mondo. Qui sono stato conquistato da Bruegel il vecchio, un pittore che non si può raccontare ma solo amare… e ancora il Palazzo del Belvedere, la reggia personale del Principe Eugenio di Savoia, grande generale e stratega che salvò Vienna e l’Europa intera dall’invasione turca.

Nella pinacoteca si incontrano i quadri di Gustav Klimt, delle sue bellissime donne, le grandi dame dei salotti viennesi, figure sensuali e mitiche dipinte con l’oro ed i colori della passione.

La sera è bello frequentare tipiche osterie dove pochi orchestrali fanno rivivere i valzer di Strauss: è un omaggio che i viennesi donano ai turisti, ma è tutto è garbato e gentile così come le vecchie pasticcerie del centro, cristalli ed ottoni e legni preziosi tra montagne di torte…

Anche questo è  Vienna.

Roberto Bertini

Viaggiatore