Se si vive a Napoli o la si esplora da turista, è facile individuare i luoghi e i posti più caratteristici da visitare: senz’altro non possiamo fare a meno di recarci nella zona della “Pignasecca” e di “Spaccanapoli”, il centro storico e antico di Napoli; qui il cuore della città pulsa in modo frenetico, anche se il tempo sembra essersi fermato, per consentire a chiunque di fare in qualsiasi momento un tuffo nel passato e nelle tradizioni antiche.

A questo punto, siamo pronti a scoprire questi posti così emozionanti. Tramite la ferrovia della CUMANA o la METRO, possiamo scendere alla fermata di “Montesanto” ed iniziare il nostro tour, rigorosamente a piedi. Siamo già alla PIGNASECCA, che deve il suo nome ad un “pino”, che in epoca passata fu l’unico albero sopravvissuto ad uno spianamento del terreno e che un po’ alla volta seccò.
Pochi metri e già scorgiamo in cima a via Pignasecca la storica Chiesa di Santa Maria di Montesanto, con il suo suggestivo interno ed il bellissimo crocifisso ligneo.

Iniziamo, adesso, a scendere lungo via Pignasecca. Sul percorso incontriamo negozi di ogni tipo, bancarelle, vetrine con esposizione di dolci, pizze fritte, ecc…
Improvvisamente il nostro olfatto viene catturato da un odore e profumo irresistibile: siamo passati davanti ad un piccolo locale di ristorazione, dove si può gustare il “cuoppo di pesce”, un misto di pesce fritto.
Più avanti siamo davanti ad uno spettacolo di mare: una pescheria con una esposizione di pesci di tutti i tipi, dove è possibile apprezzare anche le voci folcloristiche dei commercianti.
Ma non basta. Poco più in là un negozio espone la “trippa” (frattaglie ricavate dallo stomaco di bovini e suini), appesa a dei ganci e bagnata continuamente da acqua che scorre dall’alto; il modo migliore per gustarla è per strada, tagliata in piccoli pezzi, in un foglio di carta oleata, con un po’di sale e tanto limone spremuto sopra.


Continuando la nostra passeggiata nel mercato della Pignasecca, incontriamo negozi e bancarelle che vendono di tutto, dall’abbigliamento alle calzature, dai panifici alle salumerie, dalle pescherie alle macellerie, ecc… Non manca davvero niente e la gente intenta agli acquisti è davvero tanta e, a volte, si fa fatica anche a camminare in questa zona molto popolare ed antica.

Siamo usciti dalla Pignasecca, attraversiamo brevemente via Toledo e subito, di fronte, imbocchiamo via SPACCANAPOLI, che, in realtà, è via Benedetto Croce. Si usa chiamarla “Spaccanapoli” perchè divide la città a metà da Nord a Sud.
Qui, mentre ammiriamo negozi di alimentari molto caratteristici, che vendono pasta dai formati e dai colori particolari, e negozi di vario artigianato, stiamo per giungere nella vera Napoli antica, sia per i palazzi che per le chiese storiche e le antiche botteghe artigiane.

Dopo pochi metri di passeggiata, si apre davanti a noi la bellissima Piazza del Gesù, con l’obelisco al centro, la chiesa del Gesù Nuovo e la chiesa di Santa Chiara. Quest’ultima è senz’altro da visitare, anche per la presenza di uno storico convento con chiostro.
Con una piccola deviazione, è d’obbligo una visita alla Cappella di San Severo, dove all’interno è esposto il Cristo Velato, opera marmorea realizzata a metà del ‘700 dall’artista Sanmartino, raffigurante il Cristo che, deposto dalla croce, giace con un velo che lo ricopre interamente, ma che, allo stesso tempo, fa distinguere chiaramente tutti i particolari del corpo: l’effetto è davvero intenso e l’emozione religiosa si impadronisce del visitatore.

Continuiamo a percorrere la lunghissima via Spaccanapoli, tra pizzerie, ristorantini, pasticcerie dai dolci molto invitanti (e quasi irrinunciabili), oreficerie, negozi di articoli religiosi e tanti altri, fino a giungere a San Gregorio Armeno, detta “la via dei presepi”.
Qui i presepi sono di casa. Sotto Natale, ma anche molto prima, è difficile passeggiare per questa strada, per la folla dei turisti e dei residenti.
Le botteghe dei presepi e dei pastori sono gestite da abilissimi artigiani, che si sono tramandati di generazione in generazione l’arte di lavorare a mano pastori e presepi artistici di tutte le dimensioni.

Questi artigiani, comunque, non si limitano a realizzare solo pastori classici, bensì anche statuine di personaggi contemporanei o famosi, che si sono affermati in vari campi: il nostro sguardo, infatti, cade all’improvviso sui mezzobusto di Totò, di Eduardo de Filippo e sulle statuine dell’ultimo “re di Napoli”, Maradona.
Siamo davvero soddisfatti di quello che abbiamo visto e delle emozioni che abbiamo provato, ma tocca sicuramente ritornare in questa parte antica di Napoli, per cogliere tutti gli altri particolari che ci sono probabilmente sfuggiti.
Davide Campanile


