Iniziando la collaborazione con Oltretutto Travel Writers, ho pensato a quale potesse essere il primo racconto da proporre. Tra tanti viaggi che ho potuto fare, molti di questi a sua volta condivisi in tanti racconti, si fa fatica a scegliere quale possa essere quello da proporre. Ogni viaggio, breve o lungo che sia, lascia sempre in noi delle tracce e ogni viaggio è una parte di noi che ha impreziosito le nostre vite.
Stiamo uscendo, seppur gradualmente, da un incubo che ci ha angosciato, ci ha isolato, ci ha confinato. Giornate, serate, nottate, che sono state scandite da continui bollettini di guerra. Ci sono immagini che non dimenticheremo mai. Nella loro drammaticità ci hanno fatto conoscere luoghi di questa nostra meravigliosa Italia che molti di noi non conoscevano o ne avevano una conoscenza molto approssimativa.
In quei giorni maledetti di cui tutti ricorderemo le immagini dei camion dell’Esercito con il loro carico di morte, ho pensato tante volte a quella bellissima città che è Bergamo. Ho ritenuto quindi che fosse giusto dare onore a questa città, ricordando e raccontando i tre giorni che ebbi modo di trascorrervi in occasione di un evento che si tenne lì.
Ero stato a Bergamo in diverse occasioni, quando a suo tempo anche a Bergamo veniva organizzata una Fiera del Turismo. Il mio contatto con la città era però molto limitato, giacché arrivavo la sera prima da Roma, dormivo in alberghi anonimi nelle vicinanze, il giorno dopo dentro i padiglioni per ispirare la mia curiosità verso viaggi lontani, la sera rientravo a casa in aereo.
Mi rimaneva sempre il desiderio di scoprire quella città e soprattutto la Bergamo Alta che molti colleghi mi dicevano, essere bellissima. Come spesso avviene nella vita, quando si ha un forte desiderio, può arrivare l’occasione giusta.
La “Lonely Planet” m’inviò una newsletter per annunciarmi che in occasione del suo venticinquesimo anniversario avrebbe sponsorizzato il primo evento Ulisse Fest, proprio lì a Bergamo. A quel punto non potevo più rimandare e così anch’io volli essere Ulisse che partiva per andare a scoprire la città di Bergamo.
Bergamo si divide in due città: la Bergamo Bassa, dove ci sta la stazione dei treni, più moderna, tanti alberghi anche di catene internazionali, con negozi per lo shopping, localini e ristoranti per passare la serata. Può essere una possibilità di alloggio, quando come nel caso di quell’evento, i prezzi degli alloggi in Bergamo Alta erano cari, almeno per le mie tasche.
Alloggiai in Bergamo Bassa, presso Hotel NH Bergamo, categoria quattro stelle della catena NH. Un albergo di buon livello, vicinissimo alla stazione ferroviaria. Con una breve passeggiata si sta nel cuore di Bergamo Bassa, dove si può fare shopping, passeggiare, cenare, senza necessariamente dover tornare nella Bergamo alta.
Dal corso principale (a cinquanta metri dall’albergo), giustamente dedicato a Papa Giovanni XXIII(“il Papa buono”, nato nel 1881 a Brusicco di Sotto il Monte provincia di Bergamo, eletto Pontefice il 28 ottobre 1958, deceduto il 3 giugno 1963), con la linea 1A (passa frequentemente e rispetta gli orari in tabella) in dieci minuti si arriva a Bergamo Alta. In alternativa si può salire con la funicolare, la cui base di partenza è situata a metà strada tra le due Bergamo.
La mattina successiva al mio arrivo, mentre mi stavo avviando verso la fermata del bus, lo sguardo è andato in alto e ho provato un forte stupore nel vedere da lontano una sorta di “cartolina paesaggistica“ che si andava materializzando, man mano che con il bus mi avvicinavo, facendo crescere in me quell’emozione che si prova ogni volta che ti avvicini a un desiderio.
L’ultimo tratto si fa costeggiando le mura, lo sguardo rivolto al paesaggio che arriva fino alle montagne che circondano Bergamo, un paesaggio che se le giornate sono soleggiate è veramente qualcosa di unico. Le antiche mura veneziane vennero costruite dalla Repubblica Veneziana a partire dal 1561 per difendere la città dagli assedi dei nemici.
Hanno una lunghezza di sei chilometri e sono il luogo ideale per passeggiare, per assistere allo spettacolo del tramonto. Hanno un inestimabile valore artistico e culturale ed infatti sono state dichiarate Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco.
Sceso dal bus, ho provato la stessa sensazione che avevo già avuto quando sono arrivato in altre città (per esempio Dubrovnik, Kotor) in cui, ancora al di fuori delle mura, provavo a immaginare cosa ci fosse all’interno, e solo quando varchi una delle porte, comprendi che stai entrando in una dimensione molto particolare.
Varcata quella porta che mi divideva dalla città, è stato un susseguirsi di stupore e di emozione, e anche di rimpianto per non avere dato nel passato la giusta attenzione a quanto stavo scoprendo.
Percorrendo via Bartolomeo Colleoni, chiamata dai bergamaschi Corsarola, con il suo pavimento selciato, da Piazza Mascheroni (sede del mercato ai tempi del dominio veneziano) si arriva a Piazza Vecchia, costeggiando palazzi storici, negozi molto chic, forni e latterie di un tempo, vecchi e nuovi ristoranti, scorci, finestre, balconi, terrazze. Alcuni nomi storici che si incontrano lungo il percorso: la Marianna (dove nel 1961 nacque la stracciatella uno dei gusti che si trovano nelle nostre gelaterie), la Trattoria del Teatro, la Vineria Cozzi, la gastronomia Mangili, il Caffè del Tasso, il Panificio Tresoldi
Si arriva nel cuore della città che è la sua Piazza Vecchia (quella in cui nei giorni del Covid, spesso si vedevano gli inviati delle reti televisive, nella loro totale solitudine, per narrarci il dramma che stava vivendo la popolazione di Bergamo).
La Piazza Vecchia è il centro nevralgico della città, una sorta di sipario a cielo aperto. Come se fosse una piccola bomboniera che racchiude tesori artistici d’inestimabile valore:
- Il Palazzo della Ragione risalente al 1100,
- la Torre Civica. detta il Campanone,
- la Fontana Contarini donata alla città dal Podestà Alvise Contarini,
- il Palazzo Nuovo, sede del Comune fino al 1873, oggi ospita la Biblioteca Mei ricca di stampe e manoscritti di alto valore,
- il Duomo nell’omonima piazza.
Il Duomo era già un luogo di culto a partire dal V sec. d.C., conserva al suo interno tesori artistici come i dipinti di Giovan Battista Moroni e di Andrea Previtali, il Martirio di San Giovanni Battista del Tiepolo, una pala di Carlo Ceresa, opere in legno intarsiato.
All’interno del Duomo è conservata una tiara appartenuta a Papa Giovanni XXIII, uno scintillante copricapo con rubini, diamanti, perle preziose.
Da non perdere la visita alla Basilica di Santa Maria Maggiore, costruita nel 1137 per rendere grazie alla Madonna dopo una pestilenza che si era abbattuta in tutta Europa nell’anno 1100. A testimonianza della devozione, la chiesa viene arricchita all’interno con affreschi, stucchi, arazzi. Conserva anche la tomba del grande musicista Donizetti, compositore famoso in tutto il mondo.
Da visitare il Teatro a lui dedicato nella Bergamo bassa. Piazza Vecchia è il punto da cui si può andare alla scoperta degli angoli più nascosti e intimi della città, rimanendo assorti in un totale silenzio, senza il fastidio delle auto in transito, godendosi ancor di più la bellezza della città.
Una particolare menzione va alla cucina bergamasca. Piatti robusti e saporiti, ingredienti genuini, materie prime di qualità e ricette antiche che raccontano di un legame strettissimo con il territorio e le tradizioni di un tempo. Si può iniziare con un tagliere di salumi e di formaggi, una delle eccellenze del territorio. Sono ben 9 i formaggi DOP. Tra i primi piatti da non perdere il piatto tipico di Bergamo: i casoncelli o i “casonsei” in dialetto bergamasco. Nascono come un piatto povero, piccoli scrigni di carne fresca, ripieni di carne. Oggi vengono elaborati in diversi modi, pur nel rispetto della tradizione.
La polenta è il piatto per eccellenza di Bergamo. Viene consumata tutto l’anno, accompagnata con formaggio, verdure, carne, sughi, abbinata al coniglio, ai salumi, ai funghi e ai formaggi.
In occasione degli eventi della Lonely Planet e di Ulisse Fest (evento itinerante che si svolge varie location italiane) la città di sera era una Kermesse di artisti, scrittori, chef, giornalisti e quindi sono rimasto fino a tardi nella parte alta, considerando che ci sono collegamenti fino a tarda notte anche per rientrare nella parte bassa.
La sera la città si fa ancor più affascinante con le sue luci e le sue atmosfere. Spero con quest’articolo di avervi fornito la giusta curiosità per pensare a un viaggio a Bergamo e manifestare cosi la nostra solidarietà, il nostro affetto a questa città che ha pagato un prezzo così alto per la sciagura che ha avuto.
Vi rimando al sito ufficiale Visit Bergamo per ogni ulteriore informazione https://www.visitbergamo.net/it/
Santo David














