Costa Smeralda

Sono sbarcata adesso da Costa Smeralda, e sono qui seduta alla stazione di Savona in attesa che parta il mio treno per Modena. Ripensando a tutto quello che ho vissuto, al groviglio di emozioni alla meraviglia dei posti visitati ma soprattutto ai sorrisi colmi di speranza delle persone incontrate, mi viene una gran voglia di scrivere, di portare anche voi in questo magico mondo di leggerezza, di serenità, di fantasia persa.

Sono salita a Savona 7 giorni fa, crociera inaugurale dell’ammiraglia di Costa, la crociera della ripartenza dopo mesi di fermo motori. Viaggio da sola, perché voglio gustarmi la ripartenza in pieno, non voglio interruzioni, distrazioni, disattenzioni. Voglio scoprire tutto quello che nave, passeggeri, personale e staff hanno in serbo per me e per tutti i passeggeri a bordo di questa crociera inaugurale.

Il 1 di maggio è la festa dei lavoratori ma è anche il giorno della ripartenza per Costa e per il suo equipaggio con un itinerario tutto italiano. Arrivando a Savona sento già una gran bella atmosfera di giovialità e speranza, a cominciare dal taxista che diversamente da quanto abituata negli anni precedenti, mi accoglie con un gran sorriso, mi fa cordialmente accomodare nel suo taxi, mi avverte della tariffa e mi da il benvenuto in Liguria.

Arrivo così tra una chiacchiera e l’altra al Palacrociere ed inizia la procedura d’imbarco, il protocollo sviluppato da Costa insieme a esperti scientifici e alle autorità italiane, che include misure di salute e sicurezza rafforzate per tutti gli aspetti dell’esperienza di vacanza, sia a bordo che a terra.

Sono tutti molto eccitati e seguono in modo capillare le regole e le normative imposte. Bisogna armarsi di tempo e pazienza, all’imbarco ci si presenta su appuntamento orario che viene controllato esattamente, poi si passa nella zona controlli anticovid, disinfezione delle mani e mascherina chirurgica obbligatoria (non vengono accettate altri tipi di mascherine se non le FFP2)si fa un tampone poi…. si aspetta.  Se va bene in 1 ora è tutto fatto e ci si può imbarcare, ma a volte può durare molto di più. Il nostro gruppo ha dovuto aspettare 3 ore in zona aperta, ventilata, tutti distanziati e riforniti di bevande. Controlli su controlli, noiosi, ma necessari per la totale sicurezza.

Dopo 3 ore riesco ad accedere alla nave, davvero molto emozionante ritornare a salire e camminare su quelle passerelle, lasciandosi alle spalle la città, lo smog, il rumore del traffico. La gioia che mi pervade la vedo anche negli occhi di tutto il personale che in fila ci accoglie con occhi sorridenti e saluti in 4 lingue dalla passerella al centro della nave.

Tutti vestiti a puntino con divise bianche sfavillanti e sorrisi ancora più splendenti. Anche loro, l’intero l’equipaggio è emozionatissimo, sono mesi che si preparano e  vogliono che tutto vada bene che la ripartenza dell’ammiraglia sia anche la loro ripartenza il loro ritorno alla vita al lavoro al contatto (seppur  regolato) con i loro clienti, la loro nuova vita dopo l’attesa infinita.

Sono allegri e riescono a trasmettermi attraverso i loro occhi chiari, scuri, a mandorla, lo stesso sentimento di gioia e felicità, la stessa speranza e voglia di ricominciare.

La Smeralda è una nave nuovissima varata nel 2019 ha fatto solo pochi itinerari per poi essersi fermata come tutte le altre navi della flotta, dalla pandemia. Una nave high-tech e green a propulsione elettrica, alimentazione a gas naturale, è la prima nave della flotta Costa e una delle pochissime da crociera alimentate a gas naturale liquido, LNG. La conseguenza di questo tipo di propulsione è che emissioni sono ridotte davvero al minimo: tanto per intenderci il comignolo della nave non “fuma” più.

 Una nave gigantesca e modernissima teatri ipertecnologici, due regie TV e una gestione poderosa delle cucine da 100mila piatti al giorno. Vi cito brevemente qualche numero che dà la dimensione di cosa possa essere una nave di questo tipo. La lunghezza della Smeralda è di 337 metri, più di tre campi da calcio; la larghezza di 42 metri. L’altezza è di 63 metri, come un palazzo di venti piani. E infatti i piani della nave sono 19, tutti collegati da diversi blocchi di ascensori per un totale di 20, contando solo quelli aperti al pubblico.2612 cabine per un totale di oltre 6500 passeggeri ai quali va aggiunto l’equipaggio di 1700 persone. 11 ristoranti di bordo, 17 bar, 550 mq di shopping, 4 piscine, coperte, scoperte e idromassaggio.

Prendo possesso della mia cabina che è più una camera d’hotel che una cabina. Curata nei minimi dettagli,

balcone privato, aria condizionata regolabile con termostato, TV a schermo piatto 40 pollici, asciugacapelli, cassaforte, telefono,  Wi-Fi ( a pagamento ) telo per piscina, prese per la corrente 220 -110 Volt/60 Hz, presa USB 2.1A/5V .

Disfatti i bagagli, mi reco al ristorante assegnatomi. Anche li il personale è tutto o in gran parte asiatico o sudamericano, ma hanno seguito dei corsi speciali e parlano l’essenziale sia di italiano che di altre 4 lingue. Mi rattrista moltissimo vedere ancora alcuni connazionali che si innervosiscono o addirittura parlano sgarbatamente con il cameriere indonesiano che non capisce il dialetto siciliano o bergamasco, e penso che nel 2021 un paio di parole di inglese le dovrebbero saperle tutti, sulla mancanza di educazione e sensibilità per chi lavora e da il massimo, non voglio neanche esprimere il mio rammarico.

Si parte! E parte le musica, i camerieri che si aggirano discretamente tra i tavoli, le bollicine negli idromassaggi di vasche trasparenti, e nei calici di Prosecco. Passo da un ponte dove mi ferma il profumo delle crepes alla Nutella fatte al momento, resisto a malapena e vado oltre solo per forza di volontà, arrivo ad un bar Aperol Spritz pieno di giovani che festeggiano allegramente condividendo il tutto con gli amici in una diretta Facebook, passo dall’Acqua Park dove i bambini hanno a disposizione enormi scivoli tortuosi e vasche a risucchio, dalle quali lanciarsi e lasciare andare tutto lo stress dei mesi passati liberandosi in fragorose risate. È iniziata la magia!

I giorni a seguire sono stati come sempre per me quando sono a bordo meravigliosi. Il personale si fa in quattro per capire le esigenze di ognuno e per risolvere tutte quelle piccole o grandi richieste che una grande comunità come quella che vive su una nave da crociera ha.

In questo periodo non facile abbiamo attraccato in 5 porti 2 dei quali ci hanno negato lo sbarco, nonostante fossimo stati tamponati e certificati negativi il giorno prima. Esistono infatti delle regolamentazioni per le quali le autorità sanitarie locali posso fino all’ultimo momento decidere in base alla situazione sanitaria della Regione stessa e per altri criteri più o meno complicati, se fare sbarcare gli ospiti della nave oppure no.  Quindi sia a Messina che a Cagliari siamo stati fermi in porto in attesa di scendere, per poi vederci negato lo sbarco. Poco male, c’era una giornata di sole stupendo, belle piscine e idromassaggi sui ponti, palestra, spa, e programmi di attività per tutti i gusti. Ce la siamo passata molto bene lo stesso e gli importi delle escursioni saltate sono state riaccreditate totalmente.

È stata una settimana meravigliosa, finalmente respirare a pieni polmoni su un mare di un azzurro intenso, ritornare a fare ginnastica in una palestra, ammirare artisti di altissimo livello esibirsi e dare il massimo per trasmetterei belle emozioni, a Pisa addirittura gli ambulanti e i piccoli proprietari di negozi souvenir quando ci hanno visto arrivare dietro la guida ci hanno fatto l’applauso, i primi turisti dopo 1 anno di inattività.

Mi si è stretto il cuore e la guida che li incoraggiava e gli diceva: “dai ragazzi vedete stanno tornando i turisti, ancora un po’ che si riparte”. Noi eravamo i primi turisti che vedevano dopo un anno. Siamo arrivati in un meraviglioso silenzio rotto solo dal canto dei merli, in una Piazza dei Miracoli vuota, come 500 anni fa, una emozione fortissima, un privilegio raro.

A La Spezia all’ingresso in porto ci hanno accolto con giochi d’acqua e tanta speranza dai rimorchiatori.

A Roma, la guida dopo 10 mesi di inattività, quando ci ha lasciato si è commossa e ci ha detto, portateci tanti altri turisti abbiamo 2000 anni di storia da raccontare e tanta voglia di ricominciare.

Ora è arrivato il treno che mi riporta a casa, sono seduta nello scompartimento di un grande Intercity, sento persone urlare al cellulare di questioni che non capisco, mamme sgridare i bambini perché non devono allontanarsi e toccare niente, giovani con grandi mascherine nere che gli coprono la quasi totalità del viso e con grandi occhi tristi fissati sul cellulare intervallati solo da grandi sospiri che a stento riescono a trattenere. Sono tornata sulla terraferma.

 È finita la magia.

Rita Martinelli