Con l’avvicinarsi delle festività Natalizie sale anche l’euforia di una settimana di ferie da trascorrere viaggiando.
Quest’anno sono in ritardo con la programmazione, di solito mi organizzo con anticipo ma non mi faccio trovare impreparata, rispolvero una destinazione che avevo scelto per la primavera del 2020 ma per ovvie ragioni non é stato possibile tenere fede ai piani di viaggio.
Sofia, Bulgaria, città densamente popolata, vivace e moderna ma allo stesso tempo piena di tracce lasciate dai Greci, i Romani e successivamente gli Ottomani e per finire i Russi, un mix di popoli e di religioni di cui sono visibili le testimonianze.
Decidiamo di dedicare due giornate piene a questa città, per poi trasferirci per il resto della settimana ad Istanbul.
Durante la nostra permanenza nella capitale bulgara ci affidiamo ad una bravissima guida turistica locale che parla un italiano impeccabile, soltanto così riusciremo a scoprire i segreti che questa città custodisce ed a capire il significato di ciò che stiamo vedendo.
Appena arrivati ci sistemiamo in un piccolo hotel ubicato in una laterale di Vitosha Boulevard, la via dello shopping e dei locali, arteria centrale per lo svago e zona pedonale, frequentata non solo da turisti stranieri ma anche e soprattutto dai giovani di Sofia.
Ci colpisce subito l’abbondanza di pizzerie, caffetterie e ristoranti italiani, tanto da sembrare quasi fuori luogo.
Capiremo dopo, parlando con la nostra guida, che questa presenza massiccia è dovuta al fatto che tantissimi italiani si sono trasferiti in Bulgaria per lavoro, la disoccupazione è quasi assente in questo paese.
Oltre al fatto che, arrivando voli da diverse città d’Italia con compagnie low cost, Sofia diventa facilmente fruibile anche per un weekend.
Il primo giorno lo dedichiamo all’imperdibile visita del monastero di Rila.

Si trova a circa 120 chilometri da Sofia, sulla cima del monte Rila, a 1200 metri di altitudine. La strada per arrivarci é un susseguirsi di curve, con un rilassante panorama di montagna che scorre davanti ai nostri occhi. Il viaggio è piacevole in compagnia della nostra guida che risponde alle nostre domande e curiosità.
Il monastero, fondato nel X secolo da San Giovanni, dal 1983 è inserito tra i Patrimoni UNESCO.
Colpiscono fin dall’entrata i forti contrasti cromatici e la struttura che somiglia ad una fortezza, con le mura di cinta interrotte da feritoie.
Gli affreschi raccontano la simbologia della religione Ortodossa, come la disposizione dei Santi e le scene di giudizio universale.
All’interno della chiesa non sono presenti sedie, i partecipanti all’omelia devono restare in piedi, solo gli invalidi e le persone anziane possono appoggiarsi a strutture in legno collocate contro le pareti.
Prima di tornare in città, cediamo alla bancarella tentatrice e optiamo per l’assaggio di una Mekitsa, dolce simile ad una frittella, ricoperto di zucchero a velo.
Sulla via del ritorno ci fermiamo a visitare la chiesa di Boyana, dove si entra rigorosamente su appuntamento, non sono ammessi ritardi superiori a cinque minuti sull’orario assegnato ed il tempo di permanenza all’interno del bene patrimonio UNESCO non può superare i dieci minuti.
La chiesa medievale Ortodossa é composta da una prima costruzione risalente al X secolo, da una seconda aggiunta nel XIII secolo e dall’ultima espansione costruita nel XIX secolo.
La fama di questo sito è dovuta in particolare agli affreschi dipinti a partire dal 1259, che formano un secondo strato sopra i dipinti dei secoli precedenti, XI e XII.
Non è possibile scattare foto all’interno e vi posso assicurare che durante la vostra visita vi sentirete osservati, non solo dal personale addetto alla sorveglianza, ma anche dai volti sapientemente dipinti sulle pareti.
Per la cena, scegliamo una locanda che propone cucina bulgara, ci servono piatti a base di carne ben preparati e con un’ottima presentazione, birra locale e piccolo intervallo musicale a cura di un simpatico gruppo folk.
Il secondo giorno lo dedichiamo alla città, la visita inizia dalla Cattedrale Ortodossa Aleksandar Nevski, costruita alla fine del 1800 può accogliere al suo interno 5000 persone.

La chiesa di Santa Sofia, la più antica del paese, sorge su luoghi di culto dell’epoca Tracia. In seguito l’imperatore Giustiniano I ordinò l’edificazione della chiesa con pianta a croce dalla quale deriva quella attuale.
La bellissima chiesa russa di San Nicola, piccola e raccolta, piena di icone.
Nella cripta, la tradizione vuole che, per vedere esauditi i propri desideri, si debba esporli in forma scritta e depositarli in una cassetta dedicata a San Nicola.
Visitiamo anche la Moschea, mentre la Sinagoga non risulta essere aperta alle visite quel giorno.

Durante la nostra passeggiata troviamo diverse fontanelle di acqua potabile, bevibile, che sgorga dai rubinetti calda, ricca di sali minerali e con caratteristiche curative e benefiche.
Gli abitanti la raccolgono in contenitori e lasciandola raffreddare, la bevono quotidianamente.
Nel primo pomeriggio, terminato il tour, ci spostiamo verso la Christmas food area, dove approfittiamo per degustare ancora qualche specialità locale.
E’ ora di lasciare Sofia, ci sarebbe piaciuto farlo tramite il treno notturno che attraversa le frontiere di diversi paesi dell’est Europa per arrivare ad Istanbul il mattino seguente.
Purtroppo questa tratta non è prenotabile online ed in questi giorni di festa il treno è risultato essere sempre al completo.
Ci dirigiamo quindi, utilizzando la comodissima e pulitissima metropolitana cittadina in aeroporto, dove un volo Turkish Airlines della durata di circa un’ora ci porterà alla prossima destinazione.
Un’altra città e le sue meraviglie aspettano solo di essere viste.


