Viaggiamo con Thoreau nel New England

Oggi più che mai il messaggio di Henry David Thoreau sembra un richiamo quasi ineludibile a ritrovare la vita semplice, non forzatamente minimalista, ma essenziale. Thoreau fu il primo pensatore “green”, giovane ribelle ai canoni imposti dalla società dei suoi tempi – la metà dell’800 – che giudicava troppo mercantile, priva di quei valori che la legano alla natura originale. Più che mai contemporaneo, ci spinge a riflettere su come approcciare una società globale così invasiva nelle nostre vite, altamente interconnessa e moralmente deplorevole. Dovremmo impegnarci di più, non isolandoci, ma partecipando maggiormente nell’opporci a governi che non ci aiutano ed agiscono ingiustamente. Il pensiero e gli scritti di Thoreau (disponibili in Italia in lingua italiana) hanno influito sulle persone a tal punto da volersi impegnare nel proteggere la natura, i boschi del Maine, la penisola di Cape Cod in Massachusetts e le foreste di Yosemite. John Muir ad esempio: uno dei primi conservazionisti moderni che con il suo attivismo aiutò a preservare la Valle dello Yosemite e contribuì alla creazione del Parco Nazionale di  Yosemite e altre aree selvagge. Il suo Sierra Club, fu una delle più importanti organizzazioni per la conservazione della natura negli Stati Uniti. Il presidente Theodore Roosevelt, che dal 1901 al 1909 trasformò 234 milioni di acri in aree protette, fu un seguace di Thoreau al punto da emularlo in una scalata del monte Katahdin nel Maine. Il presidente John Kennedy sostenne una legge per la protezione di Cape Cod grazie allo stimolo di sua madre – ammiratrice di Walden  e di  Cape Cod, un luogo dell’anima americana – creando il Cape Cod National Seashore Park.

Possiamo viaggiare leggendo i libri di Thoreau, o leggere i libri suoi libri e poi intraprendere viaggi nei luoghi che forgiarono il suo pensiero e comportarci da veri viaggiatori integrandoci con la natura dei posti che visitiamo.  Partiamo con lui nel New England!

Probabilmente nessun altro grande scrittore americano é così fortemente legato alla sua cittadina natale quanto Henry David Thoreau con CONCORD, Massachusetts. Qui lui nacque nel 1817 e vi visse per 44 anni, morendo di tubercolosi nel 1862 nella casa paterna sulla Main Street. Trascorse tutta la sua vita a Concord, perlustrando boschi e prati, nuotando nel laghetto della sua città e diventando esperto di fauna a flora di tutta la regione. Esplorò in lungo ed in largo tutta la zona ed intraprese viaggi in altre località del New England, attirato da questi luoghi sublimi poiché  erano un’amplificazione del mondo naturale; per Thoreau un mondo spinto verso l’alto.  “We must go out and re-ally ourselves to Nature every day,” scrisse nel 1856 (dobbiamo uscire e ri-allinearci alla Natura ogni giorno).  “Sono sensibile e sto assorbendo la salute quando apro la bocca al vento… Da solo in boschi o campi lontani, vengo da me stesso, mi sento ancora una volta magnificamente imparentato, e quel freddo e la solitudine sono amici miei.”

Per molti Thoreau é Concord. La cittadina influenzò il suo pensiero e il suo scrivere, ed al contempo proprio lui stesso é diventato un’attrazione nella Concord moderna. La gente giunge a Concord da ogni parte del mondo per constatare come e dove vivesse lo scrittore-filosofo.  Numerosi edifici e luoghi che lo scrittore conobbe nel 19° secolo sono ancora perfettamente conservati. Per prima cosa bisogna visitare il Concord Museum, giusto per orientarci sulla storia della cittadina e del suo illustre passato. Tra i reperti più famosi conservati nel museo, lo studio ammobiliato e i libri della casa di Emerson (situata di fronte la strada) ed alcuni semplici oggetti della famosa capanna di Thoreau, costruita su un pezzo di terra appartenuta a Emerson, appena fuori città. Ma Concord fu anche dimora – sempre nel 19° secolo – di famose scrittrici Louisa May Alcott e Margaret Fuller, e del primo grande romanziere americano, Nathaniel Hawthorne. Di lui si visita la dimora Old Manse. Venerabile edificio del 18° secolo, costruito dalla famiglia Emerson nel 1770, affacciato sullo storico campo di battaglia ove nel 1775 fu sparato il colpo che si udì in tutto il mondo, “the shot heard ’round the world”, importante battaglia della Rivoluzione Americana che vide i patrioti vittoriosi sull’artiglieria dei coloni inglesi. Hawthorne e l’amatissima moglie Sophia vi si stabilirono dopo il matrimonio nel 1842. Visitando la loro casa si percepisce la presenza delle icone letterarie di Concord; il terreno attorno alla casa mantiene un orto che Thoreau coltivò a donò quale regalo di nozze agli Hawthorne. In nessun altro luogo, di fronte alla finestre di vetro ove stava la coppia innamorata degli Hawthorne oltre 160 anni fa, si sente il palpito letterario, inciso nelle parole d’amore ancora leggibili.Precursore di un orientamento di vita “beatnik”, Henry David Thoreau decide di isolarsi in un bosco del Massachusetts, nei pressi della sua cittadina natale Concord.  «Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, affrontando solo i fatti essenziali della vita, per vedere se non fossi riuscito a imparare quanto essa aveva da insegnarmi e per non dover scoprire in punto di morte di non aver vissuto. Il fatto è che non volevo vivere quella che non era una vita a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, succhiare tutto il midollo di essa, volevo vivere da gagliardo spartano, per sbaragliare ciò che vita non era, falciare ampio e raso terra e riporre la vita lì, in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici.» Questo estratto é stata citato in maniera esemplare nel famoso film L’attimo fuggente (Dead Poets Society) del 1989 diretto da Peter Weir, dallo studente migliore della classe Neil Perry che invoca la frase di Henry David Thoreau all’inizio di ogni riunione della Dead Poets Society, il Cenacolo dei Romantici: “I went to the woods because I wished to live deliberately, to front only the essential facts of life…” rispecchiando così il proprio percorso di crescita e sviluppo di sé e della libertà di espressione in varie modalità, conformemente agli insegnamenti del professor Keating, che adotta i trascendentalisti della scuola di Bronson Alcott sfidando regolamenti e disciplina del rigido college.

Thoreau si costruisce una capanna sulle rive dal lago Walden Pond e si isola per riflettere in solitudine sul genere umano. Qui vive due anni e due mesi stilando un diario sulle sue teorie e sulle osservazioni sulla natura e sull’uomo. Il bosco nel quale vive in un’umile capanna di legno che lui stesso costruì, fu l’ispirazione ad un modello di vita ove la natura é il codice principale, fonte di benessere e soluzione esistenziale. Tutto parte da noi individui, non dalla collettività; l’uomo è l’artefice del proprio destino ed é dipendente dalle sensazioni ed emozioni. Noi impostiamo il nostro modello di vita, relazionandoci alla natura. Il suo esperimento di vita nella natura lo portò a dimostrare che l’uomo riesce a vivere anche in condizioni di povertà materiale e anzi da queste può trarre una maggior felicità nel saper apprezzare maggiormente le piccole cose. Il suo pensiero é un’ispirazione per acquisire un senso di vita più consapevole. Se visitate Walden Pond in una mattina d’estate – abbastanza presto per evitare la gente -, sentireste forte il senso di questo luogo ove visse Henry David Thoreau, ma soprattutto la causa per la quale fece questa scelta di vita. La luce filtra tra i pini sul versante meridionale del lago, riflettendo sulla superficie dell’acqua verde scura, mentre l’aria frizzante trasporta il profumo lacustre nell’aria. Thoreau amava le prime ore del mattino – “the most memorable season of the day,” come le definiva – e considerava la sua nuotata mattutina un esercizio religioso. Oggi oltre 700 mila visitatori effettuano ogni anno un pellegrinaggio alla  Walden Pond State Reservation. Molti sono proprio seguaci di Thoreau, tanto che il libro dei visitatori fa trapelare l’origine da ogni stato americano e da almeno 100 paesi del mondo; gente che firma con citazioni di Walden e altri, invece, per realizzare l’ambizione di stare su una terra sacra. Una volta qui ci passava il treno (1845), tanto che Thoreau ne sentiva il fischio. Le piante, pini e querce, non sono più abbattute per dar spazio alla strada ferrata, o per alimentare l’energia a vapore. Oggi infittiscono le rive del lago ed i boschi circostanti sono protetti. Lo scenario e il gioco di luci sono piacevolmente sereni e romantici e regalano quel senso di sacralità.

foto di Alessandro Gandolfi

Dopo mesi e mesi trascorsi in una capanna di 3 m x 4m. Thoreau si rese conto di quanto veramente si abbia bisogno di poche cose per vivere e come non si sappia dare valore alle cose. Capì anche che ci si relaziona con gli altri non tanto per il significato reale di compagnia, ma per riempire i nostri vuoti esistenziali poiché abbiamo paura di confrontarci con la vita. Diventare una buona compagnia di sé stessi e trasformarsi in amici di sé stessi é il compito di ognuno di noi, per conquistare la propria autonomia. Henry David non amava la tecnologia, che riteneva essere spesso una distrazione inutile. Pensava anche che il progresso della modernità fosse utile per uso pratico, ma poi non ci aiuta nella sfida nel raggiungimento della vera felicità. Usiamo i mezzi di locomozione, ma abbiamo disimparato a camminare con i nostri piedi. Ci circondiamo di gadget, ma non ci concentriamo sulla cose importanti. Rischiamo di perdere il significato spirituale della natura e così facendo noi ci sentiamo più parte della natura e di un ecosistema, che al contrario tendiamo a dominare, quasi ne fossimo padroni. Umiltà e consapevolezza sono valori che la natura ci insegna e che né il denaro né il progresso tecnologico possono insegnarci.  La vita semplice scelta da Thoreau fu anche una protesta contro il sistema. “Walden o la vita dei boschi” é un libro che può egregiamente accompagnare ancora oggi la ricerca di noi stessi. Fu talmente critico dei meccanismi di potere dello stato, tanto da professare e scrivere un saggio Disobbedienza Civile (1849). “Lo Stato, dunque, non si misura mai direttamente con la sensibilità d’un uomo, intellettuale o morale, ma solo con il suo corpo, con i suoi sensi. Esso non è dotato d’intelligenza o onestà superiore, ma solo di superiore forza fisica.” Fu un non-violento, oppositore alla guerra, alla schiavitù, difensore delle minoranze e dei diritti dell’uomo. Ispirò Gandhi e Martin Luther King Jr.

Thoreau intraprese diversi viaggi nel New England – per lo più a piedi e in carrozza. Ne compì tre a Cape Cod in Massachusetts, leggendaria penisola affacciata sull’Atlantico che si contrappone alla California. Lambita ed erosa dalle acque oceaniche, sferzata dalla brezze, luogo di intimità e dell’anima, baluardo di wilderness. Di queste sue esperienze girovagando tra distese di sabbia a dune, boschetti marittimi, fari e sentieri che si intrecciano a lagune salmastre ne nasce un’opera che trova la sua parafarsi pittorica nelle tele di Eduard Hopper. Thoreau “fotografa” Cape Cod in ogni suo dettaglio, minuziosamente, usando carta e penna. Il fascino delle tempeste lo ammalia, la potenza del vento e del mare lo avvolge, al punto che sconcertato da una bellezza così potente scrive:   “Il tempo giusto per visitare questo posto é durante una tempesta d’autunno o d’inverno; un faro o una baracca di pescatori sono l’alloggio migliore. Un uomo può starsene lì e gettarsi tutta l’America dietro le spalle“. La visita al National Seashore Park é un intreccio di storie di mare, capitani di vascelli, poeti, scrittori ed artisti, e inventori. I fari e le spiagge sono gli interpreti di queste storie di grande umanità e ci accompagnano in un percorso di scoperta all’aria aperta. Inforchiamo la bici, oppure camminiamo per trascorrere primavera ed autunno nel parco, i mesi più belli e meno frequentati dal turismo.

Sulla Coast Guard Beach di Eastham, la Great Beach del filosofo Henry David Thoreau, si può ammirare al meglio il fenomeno erosivo costiero. Qui l’habitat accoglie una miriade di uccelli migratori che vi sostano nel lungo viaggio atlantico, scegliendola per l’inverno e la cova. Il Cape rimane ancora oggi meta indiscussa dell’anima, lingua di sabbia in bilico sull’Atlantico e luogo di rinnovata scoperta.

Thoreau compì tre viaggi del Maine (1846, 1853, 1857) a seguito dei quali scrisse tre saggi (“Ktaadn,” “Chesuncook e “The Allegash and East Branch”) raccolti nel volume “I Boschi del Maine“. In questi scritti si attesta l’evoluzione della sua visione e dei suoi interessi naturalistici, così come dell’accresciuta comprensione e ammirazione per la cultura Penobscot. Si tratta infatti di nativi indiani d’America che storicamente nella loro storia ancestrale occuparono un vasto territorio costellato da fiumi che sfociano nel Golfo Del Maine, dal Machias River ad est dell’attuale stato del Maine fino  a Cape Ann in Massachusetts. I viaggi di Thoreau ne “I boschi del Maine” confermano il suo credo, sviluppato negli anni di studi a Harvard: la natura è intrinsecamente sublime e il selvaggio è la manifestazione più palpabile di quella sublimità. Il selvaggio/sublime per lui è caratterizzato dai fenomeni fisici, le forze e le manifestazioni della natura, che racchiudono il potere, la grandezza, la vastità ed il mistero abbinati con l’infinito e con Dio.  I fulmini, i terremoti, le tempeste, l’oceano e le montagne evocano un’esperienza di soggezione, meraviglia, paura e – secondo Thoreau – qualcosa di fondamentalmente più grande. Decanta la forza di questa natura nell’attraversamento dei fiumi a bordo di barche di tronchi d’albero, nella pesca ai salmoni, nelle baite dei boscaioli, lungo i sentieri antichi di battaglie indiane. Qui prova la profondità del continente dove si può “vivere lontano tremila anni, nel cuore del tempo, in un’epoca non ancora descritta dai poeti“.  Intraprende la scalata del Monte Katahdin, la vetta più elevata del Maine (1185 m.), situata nell’odierno parco statale Baxter, 32 km a nord-ovest di Millinocket, nella contea di Piscataquis, parte centro-orientale dello stato.

Questo monte impervio è costituito da un gruppo di cime, la maggiore delle quali è il Baxter Peak: il termine orientale del Sentiero degli Appalachi. Gli indiani  Penobscot temevano la montagna credendo che fosse la dimora del dio della tempesta, Pamola, che poteva manifestare vendetta a quei pazzi che tentavano di scalare le sue pareti. Chiamavano la montagna “Katahdin” o “The Greatest Mountain”, nome che ancora la contraddinstingue in epoca moderna. Thoreau con due amici raggiunse la base della montagna in canoa, guidati da una guida nativa indiana – Louis Neptune – che suggerì a Thoreau di lasciare sulla vetta una bottiglia di rum per accondiscendere lo spirito della montagna. Nell’ascesa Thoreau e i suoi compagni seguirono in sentieri delle alci e si strapazzarono in una corsa campestre, tanto da non riuscire a raggiungere la cima. Oggi chi s’avventura nella scalata é probabile che possa provare l’esperienza dell’ira di Pamola a queste latitudini nel Maine settentrionale, poiché il tempo peggiora rapidamente con l’altitudine e può cambiare radicalmente in poche ore. Agli intrepidi dell’ascesa e discesa (sono richieste almeno una decina di ore!), questa spettacolare montagna con la sue ripide pareti e il suo clima così particolare, regala la bellezza di scenari primordiali.  Si trova tra due bracci fluviali del Penobscot River, circondata da terre costellate di laghi. E’ il frutto di un’intrusione sotterranea di magma o laccolite ed é  circondata da quattro cerchi scavati nel granito dai ghiacciai alpini.

“Una settimana sui fiumi Concord e Merrimack”, é invece la narrazione di un viaggio che Thoreau ventenne, giovane studente di Harvard, intraprende con il fratello nelle White Mountains del New Hampshire. Partono per due settimane a bordo di una barca di legno fatta a mano, solcando le acque del fiume Concord River verso valle, poi risalendo la valle del Merrimack River attraverso le località di Nashua, Manchester e l’attuale capitale del New Hampshire, Concord. I due uomini remarono sul Merrimack River fermandosi a Hooksett a causa di un temporale; abbandonarono la barca e proseguirono a piedi fino a Concord e da qui, a piedi e in carrozza, si diressero a nord verso il passo Franconia Notch che esplorarono. Ammirarono il famoso profilo del vecchio formato dalle rocce sul bordo di una montagna – l’ Old Man of the Mountain, oggi non più esistente – poi compirono la salita sul Mount Washington. Ciò che colpì l’attenzione di Thoreau fu “The Basin”, senza ombra di dubbio la buca più divina mai benedetta da eroi letterari e naturalisti. Secoli di esploratori si sono addentrarti attraverso le White Mountains del New Hampshire, deliziati da cascate grandi e piccole, che attraversano pittoresche foreste caduche. Dopo aver visto il “The Basin” per la prima volta nel settembre del 1839, Henry David Thoreau la definì “forse la curiosità più notevole del suo genere nel New England.” Oggi, dopo 175 anni dalla spedizione di Thoreau il fiume Merrimack continua a scorrere e 33 sono le organizzazioni sia in New Hampshire che in Massachusetts coinvolte nella protezione conservativa del bacino idrografico del Merrimack River circondato da foreste.

Il testo di Thoreau su questa esperienza ispirò Jack Kerouac per la stesura del suo romando Sulla strada.

La Monadnock Region, regione a sud ovest del “Granite State” – il New Hampshire – , vanta Mount Monadnock picco isolato di 965 m. noto per essere la seconda montagna più scalata al mondo ! – ma anche per aver ospitato celeberrimi camminatori, il fiore-fiore dell’Intellighenzia americana dell’800: Ralph Waldo Emerson, Henry David Thoreau, e Margaret Fuller,  che citarono la montagna nelle proprie opere creandone una mistica duratura nel tempo.  Emerson vi si recava frequentemente e la rese protagonista di uno dei suoi poemi più famosi – “Monadnoc”, definendola “the new Olympus“. Nathaniel Hawthorne la descrisse quale “sapphire in the sky.”  Thoreau la visitò quattro volte tra il 1844 ed il 1860, dedicando lungo tempo all’osservazione e catalogazione di fenomeni naturali al punto che il suo inventario naturalistico é considerato uno tra i primi seri sulla montagna. Una palude vicino alla cima ed una terrazza di roccia – Thoreau’s Seat – sul Cliff Walk Trail portano il suo nome; un altro punto d’osservazione porta il nome di Emerson. Mount Monadnock State Park é attraversato da molteplici chilometri di sentieri ben mantenuti che invogliano a camminate. Mount Monadnock fu così chiamata dai nativi indiani:  “mountain that stands alone”. Nel primo viaggio nel  luglio 1844 Thoreau vi si reca per poi terminare il viaggio a  Mount Greylock a Adams, Massachusetts. Nel suo secondo viaggio nel 1852  é accompagnato da William Ellery Channing Jr., e nel  1860 così come nel 1858 Harrison Gray Otis Blake servì da compagno a Thoreau. Subito dopo il viaggio del 1860 Thoreau si influenzò e si ritiene fossero i primi segnali della tubercolosi.  Fu anche il suo ultimo soggiorno sulle montagne; morì, infatti, nel 1862. La maestosa montagna Monadnock Mountain può essere avvistata da qualsiasi punto nel New Hampshire sud-occidentale, ma la Cathedral of the Pines offre la vista più bella.  Mount Monadnock é National Natural Landmark dal 1987 ed é circondata dai 2000 ettari del  Monadnock State Park. L’accessibilità alla montagna con i suoi numerosi sentieri  la rende famosa, continuando ad essere ispirazione e fonte di riflessione, nonché simbolo della coscienza spirituale e ambientalista.

foto di Alessandro Gandolfi

La tomba di Henry David Thoreau é allo Sleepy Hollow Cemetery di Concord, Massachusetts lo scrittore riposa accanto ai suoi contemporanei nell’Authors’ Ridge, che accoglie alcuni tra i più grandi scrittori e pensatori americani: la famiglia Alcott al completo, Ralph Waldo Emerson, Nathaniel e Sophia Hawthorne.

Olga Mazzoni

Imprenditrice