Arrivano stanchi a causa delle lunghe ore trascorse in aereo per raggiungere Bangkok. Provengono da ogni parte d’Italia e sono donne e uomini di ogni età, in alcuni casi alle prese con il primo viaggio intercontinentale della loro vita. Qualche famiglia, alcuni single, oppure gruppi di amici. Ma la maggior parte di loro sono freschi sposi in luna di miele che hanno ricevuto dagli invitati al loro matrimonio un regalo così importante: una vacanza in Thailandia.



Sono i partecipanti al programma Voyager Siam, il fiore all’occhiello del Tour Operator Viaggidea, che nel corso degli ultimi anni ha portato migliaia di nostri connazionali alla scoperta della Thailandia in un tour molto ben congegnato, ricco di storia, arte, cultura, spiritualità e tradizioni.
Appena giunti in hotel, oltre che stanchi, sono un po’ disorientati e sicuramente provati dalla cappa di caldo e umidità che a Bangkok avvolge ogni cosa, ma nello stesso tempo sono affascinati dall’idea di trovarsi in un posto così magico ed esotico con il quale da subito bisogna iniziare a prendere confidenza.
Per rendere più dolce l’impatto e farli sentire subito a loro agio, un ruolo di fondamentale importanza è quello svolto dal servizio di Assistenza qualificata fornito dal corrispondente del Tour Operator, presente al loro arrivo in hotel a Bangkok. Compito assai impegnativo e delicato, che ho personalmente svolto con estremo piacere, alternandomi nel corso delle stagioni ad altri validissimi colleghi.
Una volta presentatici a vicenda ed espletate le consuete formalità di viaggio, che consistono principalmente nel controllo del programma e degli eventuali voli interni, si passa subito ad illustrare, mappa della città alla mano, il posto magico nel quale sono stati catapultati e che rappresenta soltanto l’inizio di un’avventura che nel corso di circa una settimana sarà una vera e propria full immersion nella realtà thailandese. A questo riguardo un ringraziamento particolare va tributato alle guide thai parlanti italiano, che a partire dalla prima escursione prevista dal programma, ovvero la conoscenza della Bangkok antica attraverso la navigazione dei suoi canali a bordo di barche tradizionali, iniziano a prendersi cura dei partecipanti, diventando quasi degli angeli custodi al loro servizio.
Da quel momento, e per due giorni, è tutto un susseguirsi di incredibili emozioni nella scoperta degli highlights che fanno di Bangkok una città unica al mondo: il Wat Arun (Tempio dell’Aurora), il mercato galleggiante di Damnersaduak, le bancarelle lungo la ferrovia di Mae Klong, il Palazzo Reale, il Wat Phra Kaew con il suo Buddha di Smeraldo, Chinatown, il mercato dei fiori etc…
Il terzo giorno si lascia Bangkok alla volta di Ayutthaya, l’antica capitale del Regno del Siam fondata intorno al 1350, ricchissima di templi, palazzi e monumenti che ne fanno un compendio di tutti gli stili artistici sviluppatisi nel Sudest Asiatico.

E a seguire Sukhothai, con il suo parco storico da visitare in bicicletta, Lampang, Chiang Mai con i suoi templi e il mercato notturno, Chiang Rai con il suo spettacolare Wat Rong Kum (Tempio Bianco), il Triangolo d’Oro dove lungo il corso del fiume Mekong, Thailandia, Laos e Myanmar si “toccano”.



Tra le attività complementari che risultano più gradite ai partecipanti, ci sono le passeggiate a dorso di elefante nelle foreste del Nord, i corsi di meditazione, e la partecipazione alla questua dei monaci buddhisti che si svolge all’alba di ogni mattina in tutte le città della Thailandia.
Insomma, nel giro di una sola settimana il Voyager Siam riesce a regalare ai propri partecipanti un concentrato di autentica Thailandia, una nazione che pur con tutte le sue contraddizioni può davvero vantare un patrimonio artistico e culturale forse unico al mondo.

E alla fine del tour, i partecipanti si meritano proprio di andare a rilassare corpo e anima in una delle bellissime spiagge del sud della Thailandia. Quale lieto fine migliore di questo?
Daniele Cugurullo


