Come anticipato nella mia presentazione, mi trovo attualmente in Australia, per un’esperienza di viaggio di circa due anni in questo paese meraviglioso e ancora molto sconosciuto.
Il mio percorso inizia da una località abbastanza sconosciuta a noi italiani, la Gold Coast, una regione nello stato del Queensland nota per immense spiagge sabbiose e un clima splendente tutto l’anno.
Come base operativa scelsi un appartamento a Surfers Paradise, cuore pulsante della regione, dove trovai anche lavoro per i successivi tre mesi.

La prima importante differenza dall’Italia una volta giunti in Australia, dopo il forte jet-lag, e’ la concezione di distanza.
In Australia nulla e’ vicino. Nulla e’ a portata di mano, se non si possiede una macchina.
Una degli aspetti piu’ intriganti di questo paese e’ proprio la grande varietá di posti che ha da offrire, foreste, calette, isole, riserve, tutti posti raggiungibili solo ed escusivamente in macchina.
Dopo l’acquisto della mia prima auto iniziai quindi finalmente ad esplorare il territorio, e scelsi di iniziare entrando in contatto con la fauna locale.
Currumbin Wildlife Sanctuary (18km) rappresenta il mondo migliore per il primo approccio con la natura selvaggia che abita queste terre, in un luogo di tutela e protezione.
Con un prezzo discreto di 50 dollari infatti, si ha la possibilitá di osservare numerosi Koala e Canguri, Wallaby, diavoli della Tasmania e I simpatici Wombat.



L’aspetto interessante di questi parchi, oltre allo spirito di salvaguardia e alla forte tutela, risiede nella possibilita’ di conoscere animali realmente presenti sul territorio locale.
Capita spesso infatti, in zone un po’ piu’ remote e tranquille del paese, di incontrare lungo la strada canguri, koala, e uccelli di ogni tipo, ma anche serpenti, ragni e un po piu’ a nord del Queensland anche i fatidici coccodrilli.
Mentre gli zoo in Italia (oltre a non essere spesso il miglior esempio di rispetto per gli animali) permettono di osservare specie che spesso non hanno nulla a che vedere con la fauna locale, le riserve australiane sono l’esatta copia della natura circostante.
Tornando al nostro parco, in una piccola area dedicata, troviamo anche un centro veterinario gestito da volontari per l’aiuto di animali in difficolta’.
Avendo una fauna cosi’ prosperosa infatti, si riscontrano spesso incidenti di diverso genere per i nostri amici a quattro zampe, specialmente con gli automobilisti locali. Questo luogo serve dunque ad aiutarli a livello medico e lentamente reintegrarli in natura.
Un altro posto molto consigliato da visitare se ci si trova in questa soleggiante regione, e’ il parco nazionale di Springbrook (49 km).
Decisi di seguire un itinerario che prevedesse 3 tappe data la sua grande vastita’:
– Twin Falls
– Natural Bridge
– Purling brook falls
Dopo una serie di tornanti e vertiginose salite, arrivai alla prima tappa del percorso: le famose Twin Falls.

Il percorso a piedi per raggiungere la culla delle cascate, totalmente immerso nella natura e’ di circa 15 minuti a piedi.
L’aspetto caratterizzante di questo parco sta nella sua conformazione, al 50% composto da piante di Eucalipto e alberi forestali e l’altro 50% da palme tropicali.
Una forte umidità ti avvolge al punto da quasi non respirare, ma c’è solo da rimanere incantati dai canti dei milioni di uccelli e dai suoni della natura circostante.
La seconda tappa della giornata è il Natural Bridge, famoso per la sua grotta dai mille vermi fluorescenti, che popolano le sue parenti durante le ore notturne.
L’ultima tappa della giornata sono invece Purling Brook Falls, famose per il suo ponte sospeso a dir poco adrenalinico.
Sfortunatamente, a causa di maltempo nei precedenti giorni rimase chiuso per manutenzione, mi godei pero’ l’emozionante vista a strapiombo sulla valle.

Un altro luogo molto piacevole da visitare, non molto distante dal centro, e’ il parco nazionale di Burleigh Heads (10km), una cittadina molto piacevole e particolarmente amata dai surfisti per le forti onde.

Il parco nazionale si estende solo per pochi chilometri, dando pero’ la possibilita’ di immergersi totalmente nella natura fino ad arrivare a una piccola baia sabbiosa dove potersi rilassare al sole.
La vera magia di questa regione e’ data sicuramente poi da luoghi come la famosa isola di Moreton (102km).
Una volta raggiunta la citta’ di Brisbane, con un viaggio di circa 1 ora in barca si giunge in questo paradiso Terrestre.

L’acceso all’isola e’ molto rigido e regolamentato, con la possibilta’ di scendere a terra solo approdando con barche autorizzate.
Esiste anche la possibilita’ di trasportare la propria autovettura per girare l’isola in liberta’, una scelta un po’ piu’ costosa e anche un po complicata a causa delle strade spesso difficili da percorre.
L’isola presenta una serie di attivita’ sportive da poter svolgere in totale liberta’, solo con il noleggio dell’attrezzatura.
Mi concentrai principalmete sullo snorkelling, motivo principale della mia visita.
A circa un chilometro di distanza a piedi infatti, e’ possibile osservare una grande varieta’ di pesci tropicali, inoltrandosi in mezzo a una serie di relitti abbandonati sul fondo del mare.

Un vero e proprio paradiso naturale, per il quale spesi circa 3 ore in acqua senza sentire il peso della stanchezza.
La probabilita’ di fare incontri inaspettati inoltre e’ molto alta, razze,delfini,squali e dugonghi abitano infatti queste acque.
Mi accontentai pero’ di coloratissimi pesci, coralli, un pesce palla e una razza.
L’ultima ma non per importanza, e’ un’altra isola un po’ meno conosciuta rispetto alla precedente, data dalla sua natura piu’ incontaminata: l’isola di North Stradbroke (53km).
Partendo da un sobborgo di Brisbane, Cleveland, con circa mezz’ora di barca si giunge su un’isola selvaggia, con vederissime foreste e con lunghissime spiagge sabbiose lunghe tutto il perimetro.
L’aspetto caratterizzante di questa isola e’ la alta probabilita’ di fare incontri ravvicinati con la natura selvaggia presente sul territorio, la visione di canguri e koala in liberta’ infatti e’ garantita quasi al 90%.
Ebbi il piacere infatti di avvistare diversi delfini e tartarughe nell’oceano, poco distanti dalla riva.
Un suggestivo sito dell’isola è sicuramente Point Lookout, un piccolo borgo ad est che affaccia sull’oceano Pacifico.
Da questo punto infatti è molto popolare l’avvistamento di balene e mante in diversi periodi dell’anno, rendendo quest’isola pullulante di turisti.
A non mancare infatti sono le campagne di protesta da parte di autoctoni aborigeni, ancora presenti sul territorio, nel tentativo di difendere quest’isola considerata sacra per la loro cultura.
Purtroppo è presente una forte ghettizzazione su tutto il continente nei confronti delle tribù aborigene, rifiutanti la modernità e la globalizzazione, e soprattutto contro ogni forma turistica.

Nonostante le ovvie ragioni storiche di queste popolazioni, al giorno d’oggi rappresenta ancora un grosso problema di convivenza in alcuni luoghi.
Un percorso consigliato per godersi al meglio la vista dell’isola e’ il North George Walk, una camminata di un paio di chilometri lungo la costa e con una vista mozzafiato sull’oceano.



