È una mattina abbastanza uggiosa di settembre, mi ritrovo al porto di Cairns per imbarcarmi su un catamarano alla volta di Michaelmas Cay sulla Great Barrier Reef.
Due ore di navigazione un po’ “mossette” mi separano dal paradiso in terra, ma grazie alle pasticche alla radice di zenzero mi godo il viaggio. Il blu dell’oceano, l’aria frizzante che mi accarezza il viso e i racconti del biologo marino presente a bordo allietano la mia navigazione.
Una sottile lingua di sabbia bianca è pronta ad attenderci. Con un tender arriviamo a riva.
Ad accoglierci sterne, sule e gabbiani… Michaelmas Cay è parco nazionale e rifugio protetto per uccelli migratori.
Soltanto una piccola parte della spiaggia limitata da corde è accessibile ai visitatori.
L’acqua è di un turchese trasparente che lascia incantati e la vita marina è ricca di meraviglie.
Stelle marine, razze, pesci pappagallo, colori brillanti mi accompagnano e mi guidano alla scoperta della barriera. Un’esperienza di snorkeling unica al mondo.
Risaliti sul catamarano, la compagnia Ocean Spirit ci offre un delizioso pranzo vegetariano e ne approfittiamo per guardare qualche scatto rubatoci dal fotografo di bordo.
La mia esperienza sulla barriera corallina continua con un tour all’incirca di una mezz’ora a bordo di un sottomarino semisommerso. Dagli spessi vetri ammiro la varietà di pesci dalle notevoli forme che possono vivere indisturbati nelle limpide acque dell’oceano. Risaliti in superficie è il momento di rientrare in porto.
Man mano la lingua sottile di sabbia bianca e finissima scompare all’orizzonte, ma un pezzetto del mio cuore l’ho lasciato lì, con i gabbiani, le sule e le meravigliose stelle marine.
Lì in quell’angolo di mondo che ognuno di noi, nella vita, spero possa vedere e vivere almeno una volta.
Manuela Di Marino
















