Vietnam: viaggio nella nostalgia

Spesso mi sono sentito dire: “Qual è il viaggio più bello che hai fatto?” Una di quelle domande che ogni volta che mi viene posta, fa scorrere nella mia mente le immagini dei tanti luoghi, dei tanti volti incontrati in tutti questi lunghi anni, che ho dedicato a una delle professioni più belle ed emozionanti: il consulente di turismo.

Ci sono dei viaggi che ti entrano nelle pieghe dell’anima, pronte a rianimarsi, non appena un qualcosa fa riaffiorare i ricordi. Come se, per incanto, si aprisse davanti agli occhi uno schermo su cui scorrono i fotogrammi di un viaggio.

Vietnam: un Paese che fu martoriato da una guerra infame, diventato uno dei luoghi simboli della follia umana, dando una lezione di storia, che pur nella sua ferocia non ha insegnato nulla a questo mondo, dove ancora oggi, si continua a parlare di guerre, di atrocità, di vendette, di terrorismo.

Nel 1997 ebbi la fortuna di essere invitato dall’Ufficio Turistico del Vietnam, a partecipare a un viaggio di scoperta verso una destinazione che allora si stava aprendo al turismo occidentale. Insieme con un piccolo gruppo di “privilegiati”, ci ritrovammo il 16 maggio di quell’anno all’Aeroporto di Fiumicino per imbarcarci su un aeromobile della Thai (linee aeree thailandesi), destinazione Bangkok, da cui avremmo proseguito con altro aereo verso Hanoi.

In aeroporto ci fu svelata la prima grande sorpresa: ci venne offerta la possibilità di viaggiare in Royal Executive Class. Fino a quel viaggio non avevo mai avuto un privilegio di tale spessore. Devo ammettere che quel viaggio aereo da vero re, non me lo potrò mai dimenticare.

Prima del volo fummo ospitati nella Lounge in aeroporto, a bordo usufruimmo di un servizio da veri VIP. Partimmo alle ore 13.20 per arrivare il giorno successivo alle ore 12.20 locali.

Superfluo dire che si era partiti, spinti dalla curiosità di andare in un Paese, di cui le immagini che avevamo nel nostro bagaglio, erano le immagini dei tanti film, dei tanti kolossal che la cinematografia, soprattutto americana, aveva dedicato alla “Guerra in Vietnam”.

Ricordo pure che gli amici, appresa la notizia del mio viaggio, mi prendevano in giro, canticchiandomi la canzone di Gianni Morandi “c’era una ragazzo come me, che amava i Beatles e i Rolling Stones…”. Ironizzavano per nascondere la loro invidia nei miei confronti.

Il nostro Tour in Vietnam, iniziò da Hanoi, dove fummo ospiti di uno dei più lussuosi alberghi, il Daewoo.

Come spesso accade il turista vive in una sorta di “recinto dorato” con agi e privilegi, ma la vera realtà è quella fuori. Ci rendemmo conto di questo, quando, usciti dall’albergo, ci ritrovammo catapultati in una delle città più belle che abbia mai visto.

Dopo la visita di rito al Mausoleo, dedicato al culto e alla venerazione di Ho Chi Min (rivoluzionario, patriota e politico che fu anche Primo Ministro dal 1945 al 1955 e Presidente dal 1955 al 1969), ci siamo immersi nella magica atmosfera del “quartiere antico”, residenza dei mercanti e degli artigiani della città.

Un dedalo di vicoli, dove ogni casa si trasforma in negozio.

La sera ci fu offerta una cena tipica vietnamita, anche qui ospiti del lussuoso ristorante “Indochine”. La cucina vietnamita si distingue da altre vicine come quella cinese per le sue ricette meno condite, oltre che per l’influenza della cucina francese dovuta ai tempi della colonizzazione. Vanta una varietà in grado di accontentare tutti e ha la fama di essere fresca, ricca di erbe aromatiche e verdure salutari.

Il giorno successivo entrammo nella Storia antica del Vietnam, con un’intera giornata dedicata alla visita di Hoa Lu, che fu capitale nel decimo secolo. Per arrivarci, attraversammo un paesaggio costellato di montagne, fiumi, ruscelli, che sempre più ci facevano entrare nel vero spirito di questo luogo.

Durante la giornata, visitammo i templi dedicati ai re Dinh e Dai Hanh, le grotte di Tam Coc, raggiungibili con una navigazione nel tipico sampan e infine la pagoda di Bich Dong con le raffigurazioni del Buddha.

Il quarto giorno, da Hanoi volammo con un volo interno della compagnia aerea Vietnam Airlines verso l’antica città di Hue, con la sua bellissima “Cittadella Imperiale”.

La giornata ci riservò una piccola crociera in un’imbarcazione tipica, lungo quello che viene definito  “Il fiume profumato”. Mentre si navigava, i nostri occhi erano ammaliati nel guardare le sue sponde, piene di pagode, che quasi si nascondevano in una fitta e rigogliosa vegetazione. Navigando incrociammo altre imbarcazioni che trasportavano persone del posto, le quali ci guardavano incuriositi (come ho detto all’inizio, non erano ancora abituati all’arrivo dei turisti) e ci sorridevano.

Nella serata partecipammo a una “rievocazione di una cena imperiale” in cui fummo vestiti da personaggi dell’epoca. Una serata molto turistica ma non potevamo farne a meno, per rispetto a chi comunque l’aveva organizzata per noi.

Da Hue in pullman, partimmo alla volta di Danang, attraverso lo spettacolare passo di Hoi Van, che faceva, a suo tempo, da confine tra il Nord e il Sud, e per questo fu teatro di scontri cruenti tra le forze in campo.

Anche a Danang, fummo dei privilegiati, poiché alloggiammo in un resort straordinario il Furama Resort: eravamo i primi turisti occidentali ad entrare in quell’albergo, appena inaugurato. Albergo bellissimo, con delle suites meravigliose, posizionato in uno dei tratti di mare più incontaminati del Vietnam.

Ricordo una spiaggia lunghissima, dove noi eravamo nello spazio riservato agli ospiti dell’albergo, mentre intere famiglie di locali, pur avendo a disposizione chilometri di spiaggia, erano tutti concentrati in un unico punto.

Danang fu il primo avamposto dove ci fu un massiccio sbarco di soldati americani, arrivati qua per invadere un posto di cui, la maggioranza di loro, ignorava l’esistenza. In questo luogo sconosciuto, migliaia e migliaia di giovani americani hanno pagato con la propria vita, che si è sommata alla vita di tanti loro coetanei vietnamiti.

A Danang si può visitare il Museo Cham, con i reperti della civiltà Champa e, soprattutto la “Montagna di Marmo” che rappresenta i cinque elementi dell’Universo. Per noi fu una scalata che dovemmo fare con molta fatica, perché procedendo nell’ascesa ci veniva sempre più a mancare il respiro. Nella salita, ognuno di noi veniva accompagnato da delle “improvvisate guide”, ragazzi che procedevano senza alcuna fatica, e si divertivano a vedere noi spossati e affannati.

La fatica della salita fu ricompensata dalle straordinarie immagini che trovammo all’arrivo: un tempio buddista con degli adepti in meditazione, e una grotta, al cui interno c’era una grande statua di Buddha. L’impatto a livello spirituale ed emozionale fu fortissimo.

Da Danang raggiungemmo Hoi An, cittadina costiera del decimo secolo, che da sola vale il viaggio in Vietnam. Il tempo lì sembra essersi fermato. Le vecchie case di legno dai caratteristici tetti, il ponte di stile giapponese, il tempio dedicato alla divinità del mare, sono fonte d’ispirazione per tutti.

Un modo intelligente di visitare Hoi An è di dormire in uno degli alberghi che si affacciano sul fiume e girare in bicicletta, noleggiabile sul posto.

Il viaggio volgeva quasi al termine, ma ancora avevamo delle sorprese in serbo.

Arrivati a Saigon, venimmo proiettati in quello che allora era il futuro e oggi è il presente di questa città: grattacieli, palazzi moderni. Quando andammo noi, già questo nuovi edifici davano un’impronta diversa a una città, che è stata una dei luoghi in cui la storia ha scritto delle pagine importanti.

Non sono più tornato in Vietnam da questo viaggio e quindi voglio sperare che, pur proiettata nel futuro (oggi si chiama Ho Chi Min City), Saigon conservi sempre quella sua anima che ebbi modo di respirare, quando andammo per le vie del suo centro storico, persi nella folla, nel caos degli scooter, o quando entrammo nel Mercato Cinese e passammo davanti a quei luoghi entrati nella storia mondiale.

Luoghi che il grande e indimenticabile giornalista e scrittore Tiziano Terzani fece conoscere al mondo con i suoi reportage, raccolti poi nei due libri “Pelle di Leopardo” e “Giai Phong.

Soggiornando a Saigon è inevitabile andare sui luoghi che si vorrebbero dimenticare. Abbiamo visitato il “Museo dei Crimini di Guerra” dove la follia umana trova testimonianza in tutto quello che si può vedere all’interno di questo Museo.

 Dopo un’ora di pullman, abbiamo raggiunto la zona di “Cu Chi”, duecento chilometri di gallerie sotterranee, scavate a mano dalle forze Vietcong, usate come rifugi, mezzi di comunicazione, vie di fuga, luoghi di riposo, ma anche luoghi dove la ferocia umana si è manifestata da ambo le parti. Una visita che deve essere assolutamente messa in programma se si va in Vietnam, anche se gran parte di quello che si vede è una ricostruzione di quello che fu la realtà di questo posto.

La sera, dopo la tradizionale “cena dell’arrivederci” in albergo, ci siamo calati nell’atmosfera notturna, andando in luoghi che erano quei posti dove si ritrovavano gli inviati, i giornalisti, i fotoreporter, convenuti qui da ogni parte del mondo.

Dovendo transitare di nuovo a Bangkok, in attesa del volo per Roma che sarebbe decollato dopo la mezzanotte, ci è stata concessa l’opportunità di una veloce ma, comunque, interessante escursione nella capitale thailandese. Il pranzo ci fu offerto al Dusit Thani, albergo storico di lusso.

Per la cena fummo trasferiti in uno dei migliori ristoranti di Bangkok per assistere a uno spettacolo di musiche e danze del posto.

Questo è il racconto condensato del mio viaggio in Vietnam. Quando lo facemmo noi, era un viaggio in una destinazione che stava muovendo i suoi primi passi. Oggi è una meta che merita di essere assolutamente visitata.

 Ci sono diversi tour operator che la propongono, sia nelle versioni più standardizzate, che in quelle più mirate all’esperienza di un viaggio e tra questi vi segnalo Asian Explorer.

Alla data di pubblicazione di quest’articolo, il mondo è purtroppo fermo per la grave pandemia e quindi le programmazioni al momento sono limitate, in attesa di poter avere di nuovo le condizioni per tornare a viaggiare in serenità e senza alcuna restrizione.

Se il mio racconto vi avesse comunque fatto nascere il desiderio di andare a scoprire un luogo che, come ho detto all’inizio, entra nelle pieghe dell’anima, sarò ben lieto di offrirvi tutta la mia consulenza Per tutte le informazioni utili su Vietnam vi rimando al sito ufficiale Visit Vietnam.

Santo David

Agente di Viaggi