Marocco on the road

On the road nel sud del Marocco.   Tra le sabbie delle spiagge immacolate che si susseguono da Essaouira sino a Sidi Ifni e le sabbie del deserto occidentale, a sud delle alte cime montuose dell’Atlante.

Lasciamo la “La Bella Addormentata” come viene chiamata Essaouira a ricordo della gloria passata quando si chiamava Mogador ed era una città ricca ed opulenta grazie al suo porto riparato che permetteva il fiorire de commercio mercantile. L’alba è ancora lontana e le dune di sabbia dorata ci dividono dal mare seguendo la litoranea che fra sali scendi montuosi conduce al villaggio di Insuane.

Dell’antico borgo di pescatori è rimasto ben poco, sebbene le reti vengono ancora calate nel mare pescosissimo, l’attività principale dei suoi abitanti si è trasformata nell’accoglienza turistica e nei servizi dedicati alla comunità di surfisti che celebrano ogni anno uno degli hot spot più spettacolari di tutto il Marocco. Trecento chilometri più a (saltiamo volutamente Agadir e le zone limitrofe perché troppo antropizzate) ci aspetta l’antica cittadina fortificata di Tiznit con le sue mura di colore ocra. Nel 1912 la città era la base principale di un potente capo tribale della Mauritania che si fece proclamare sultano proprio nella moschea principale di Tiznit, in meno di un anno le sue armate occuparono tutto il Marocco meridionale compreso Marrakech ma, le sorti del “Sultano blu” come veniva chiamato, furono decise dalla Legione straniera francese che lo sconfisse facendo precipitare nell’oblio anche Tiznit.

Oggi, la cittadina sonnecchia tranquilla e la sua attuale fama è dovuta al mercato dell’oro e dell’argento che è il più grande di tutto il Marocco, con centinaia di piccoli laboratori che vendono gioielli  creati da abili artigiani, ma, soprattutto, importati direttamente dall’India. Da Tiznit ritroviamo la quiete immutata ed assoluta delle immacolate spiagge che, da Aglu-Plage, intervallate da speroni rocciosi, si susseguono sino a Sidi Ifni e alla spiaggia di Legzira, considerata tra le più belle del Marocco, con il suo arco naturale che si getta in mare creando una scenografia fantasiosa.

Sino a due anni fa gli archi erano due ma, l’erosione e, gli agenti atmosferici, ne hanno sgretolato uno. Legzira Beach Club, è la Guest House che abbiamo scelto, prima di tutto perché è davvero a meno di 10 metri dall’acqua, poi perché il cuoco è il mio amico Ahmed che al mio arrivo (ci vado spesso) sa già che deve preparare la griglia per la sera. Il rito prevede di celebrare il tramonto camminando “pieds dans l’eau”, sulla sabbia compatta. Per poi scappare al mercato del pesce di Sidi Ifni per comprare freschissimi ed enormi dentici e pagelli che Ahmed prepara alla griglia, insaporiti con gli aromi della sua ricetta segreta.

Dopo due giorni in cui il mare stempera il nostro stress cittadino, siamo pronti per la grande attraversata. Quella che dalla costa ci porterà attraverso il pan dell’immenso lago Iriki alle dune di Chegaga, le più alte e spettacolari del paese per poi procedere per Zagora, Ouarzazate ed infine, rientrare a Marrakech.   

Superato l’antico snodo carovaniero di Guelmin, puntiamo decisamente verso est, seguendo gli oltre 400 km d’asfalto della N12, che corre tra i contrafforti montuosi dell’Atlante e del jebeb Ouarkziz. Lungo il percorso superiamo piccoli villaggi di terra battuta con l’immancabile esplosione di palme da dattero e appezzamenti di terra coltivata per il fabbisogno locale. Sembra di penetrare nelle suggestive atmosfere di Delacroix o di Majorelle. In verità, a parte pochi segni della civiltà, come pali della luce e sgangherate jeep, non è cambiato molto rispetto alle tele dei due grandi pittori.

Taghjijt è un villaggio famoso per i suoi datteri e per le case in pisè (terra pressata). A Tissint sono di scena le cascate di Atiq, l’ultimo vero wadi prima che roccia, sassi e sabbia siano la nota immutata del paesaggio. La pista che da Foum Zguid conduce a Chegaga e al villaggio di M’Hamid El Ghizlane non è segnata, il percorso è impegnativo e ci si può perdere facilmente.  La grande montagna dalla sommità piatta è l’unico punto di riferimento, cos’ come le tracce di qualche jeep che è passata prima di noi nello stesso giorno.

La pioggia caduta in montagna e scesa nel pan asciutto del lago Iriki ha reso il terreno morbido e le tracce dei pneumatici si vedono nettamente. Più ci addentriamo e più la sabbia copre ogni cosa sino a diventare un unico immenso oceano dorato e rovente che, in Chegaga, ha il suo cuore pulsante.

Il campo sorge proprio ai piedi delle dune più alte e l’amico Abari ha già preparato un invitante aperitivo proprio sulle prime creste. Ci sediamo nella sabbia calda mentre il sole scompare all’orizzonte inondando di una forte luce rossastra il cielo. Nessuno parla, non ce ne bisogno incantati come siamo a contemplare l’immensità di questa meravigliosa creatura divina. Poi la sera con la luce del fuoco che rischiara i nostri volti l’immenso straordinario spettacolo del cielo pieno di luminosissime stelle che ci ricordano quanto sia bello il nostro mondo e quanto noi siamo piccoli dinnanzi ad esso.

Una rinfrescante nuotata nella grande piscina del Dar Azawad Resort situato poco fuori il villaggio di M’Hamid El Ghizlane, avamposto orientale ai margini del deserto. Da qui iniziano ancora i palmeti e le kasbeh da visitare una per una (ve ne sono sette) per capire lo stile di vita di questa gente del deserto e di quanto siano in simbiosi con esso. Una realtà contadina scandita dal lento scorrere del tempo, che riempie gli occhi e la mente di serenità e pace e che ti fa conoscere gente fuori dal comune come Ibrahim, cofondatore del Festival di Taragalte, creato per celebrare la musica del deserto fra estimatori che arrivano da tutto il mondo.

La strada asfaltata che conduce a Zagorà e poi, attraverso scenari montani maestosi sino a Ouarzazate, la si deve percorrere molto lentamente per ammirare il magnifico paesaggio. Da un lato i palmeti con il fiume Dra, dall’altro le cime montuose, scenari di moltissimi film di successo mondiale. Piccoli villaggi si susseguono a creste dimenticate dal tempo il tutto in un gioco di contrasti davvero eccezionale.

Poi infine, l’Atlante con le sue montagne, le cime innevate e la strada recentemente allargata che sembra che salga al paradiso. Scenari che toccano il cuore che riscaldano l’anima come quando si superano le miniere di sale bianchissimo ed accecante o come quando si visita la monumentale kasba di Telouet tra un tripudio di campi coltivati.

Info utili

Il Marocco possiede una rete stradale eccellente e ben segnalata. Quasi tutto il viaggio si svolge su strade asfaltate ad eccezione dei circa 200 km di piste tra Foum Zguid e M’Hamid El Ghizlane. Sono necessari almeno 5 giorni per coprire, tranquillamente, gli oltre 1500 km che uniscono, idealmente, le sabbie del mare a quelle del deserto. Il percorso si snoda partendo da Essaouira per Sidi Ifni, poi per Foum Zguid e M’Hamid El Ghizlane per continuare alla volta di Zagorà e Ouarzazate. Infine, attraverso il passo di Tizi-n-Tichka, a 2260 metri d’altezza si rientra a Marrakech.

Cosa fare

On the road alla scoperta del territorio, si guida per circa 300-400 km al giorno. A Essaouira da vedere la medina, il porto peschereccio e, i cantieri delle imbarcazioni. A Sidi-bou-ifedail la lunghissima spiaggia con le dune che si gettano in mare.  A Legzira la spiaggia e l’arco di roccia. A Sidi Ifni il mercato del pesce la sera e il lungomare. A Guelmin il mercato. A Tissint le castacte di Atiq. A M’hamid El Ghizlane le kasbeh e le dune di Chegaga. A Zagora (Tamegroute) la biblioteca storica e i bazar di ceramiche. A Ouarzazate, la kasbah di Taurit e di Ait Ben Abdoo (quest’ultima a 20km dalla città) e gli Studios Atlas.

Dove dormire

Essaouira:

Villa Maroc, indirizzo conosciuto ma sempre ricco di fascino in piena medina di Essaouira. www.villa-maroc.com

VEDI LA NOSTRA SCHEDA

Legzira:

Beach Club Legzira, un piccolo e spartano B/B direttamente sulla spiaggia, con terrazze e camere affacciate sul mare. Si può anche cenare.

Foum Zguid:

Hotel Bab Rimal, punto di riferimento per chi attraversa o arriva dal deserto, ottime camere, spazio adeguato per il campeggio, grande piscina e cibo in abbondanza per una sosta ricca di fascino e di comodità.  A richiesta si può soggiornare nel Sahara Desert Camp il campo tendato composto da 20 tende berbere tradizionali, situate sulle dune di Chegaga. www.babrimal.com

M’Hamid El Ghizlane:

Dar Azawad, storico hotel con piscina situato poco fuori dal centro abitato. Dispone di camere e di tende berbere. Con i fuoristrada del resort si possono raggiungere le dune di Chegaga. Una menzione particolare per la curatissima ed abbondante cucina con specialità marocchine e prodotti del territorio.   

Ouarzazate:

Hotel Oscar, un piccolo hotel che ha la particolarità di essere all’interno degli Studios Atlas dove sono stati girati parecchi film. Set un po’ decadenti che possono essere visitati. www.oscarhotelbyatlasstudios.com

Dove mangiare

Nel deserto, gli unici ristoranti sono quelli all’interno delle strutture menzionate. A Essaouira Le Chalet de la Plage, il ristorante di pesce per eccellenza della citta, imperdibile sedersi sulla terrazza affacciata sulla lunga spiaggia. www.lechaletdelaplage.com. A Sidi Ifni tra gli animatissimi e piccoli ristorantini del mercato del pesce.

Mauro Parmesani

Fotografo