Le isole galleggianti degli Uros

Nonostante le origini degli Uros siano avvolte nel mistero, la loro storia di base è più o meno questa: a un certo punto nel lontano passato precolombiano, una tribù dalla pelle relativamente scura emigrò dall’Amazzonia e si ritrovò sulle sponde del lago Titicaca. Oppressi dalla popolazione locale e incapaci di trovare un territorio in cui prendersi cura, finirono per spostarsi in mezzo al lago su piccole isole galleggianti costruite su strati di totora, un giunco che cresce nel lago come il kudzu.

Nel freddo Titicaca gli Uros trovarono una relativa pace e tirarono avanti per secoli come pescatori e cacciatori di uccelli, adottando uno degli stili di vita più singolari del pianeta. Oggi, circa 1200 Uros, vivono ancora in un arcipelago di 60 isole artificiali, che si estendono come una collana di fronte alla città di Puno.

Mettere piede su un’isola galleggiante da una strana sensazione, è un po’ come camminare su una gigantesca spugna che “ciac ciac” sotto i piedi. Nonostante il tappeto di giunchi sia spesso fino a 3,6 metri, si ha la costante sensazione di poter sprofondare nel freddo lago ad ogni passo.

Le isole degli Uros sono mezz’ora di barca da Puno. Gli adorabili bambini del luogo potrebbero allietare i visitatori intonando delle canzoni, in attesa di ricevere una piccola mancia.

Fonte: Atlas Obscura – Mondadori

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