Bali: Nyepi il giorno del silenzio

La prima volta che arrivai a Bali, era l’inizio degli anni 90, compresi immediatamente che si trattava di uno di quei luoghi nel mondo che avrebbe rapito la mia anima per sempre. Rimasi stordito dalle atmosfere che si respiravano allora e che si ritrovano ancora oggi. La vegetazione mi travolse con la magnificenza dei suoi colori e fui altrettanto sorpreso nel constatare come la cultura e le tradizioni fossero riuscite a rimanere autentiche, nonostante l’isola avesse permesso un’esplosione di progetti e di idee architettoniche innovative e moderne.

Bali ha sempre avuto anime diverse e questo aspetto dell’isola deriva anche dalla religione induista professata in maggioranza che venera – ancora oggi – una quantità enorme di spiriti e divinità che regolano l’equilibrio quotidiano della popolazione locale. Per questo Bali riesce ad essere un luogo che affascina tante tipologie di viaggiatori. Una delle celebrazioni che ho amato maggiormente durante i miei soggiorni a Bali, è stato il “giorno del silenzio”, il Nyepi.

Viene celebrato seguendo il calendario lunare e quindi cambia data ogni anno. Si tratta di una festa religiosa, che dura 24 ore, ha inizio al sorgere del sole e termina con il sorgere del sole del giorno successivo. Durante questa festività sono vietati botti, musica, brindisi, luci e rumori di ogni genere. Non si può uscire di casa e tanto meno fare sesso e non è il giorno del divertimento, ma è il giorno del silenzio ed è un giorno da dedicare alla meditazione ed alla purificazione dell’anima.

La leggenda racconta che nella notte del Nyepi, spiriti maligni sorvolino l’isola. Questi spiriti sono attratti dalla luce e dal rumore e dai vizi e dalle debolezze degli esseri umani.

Se uno di loro si fermasse sull’isola sarebbe un cattivissimo presagio per tutti, pertanto nella notte in cui il maligno attraversa i cieli dell’isola, bisogna tassativamente rimanere tutti in silenzio e nelle proprie case senza far trasparire alcuna luce. La festa prevede 4 divieti, il primo si chiama “Amati Geni”, che significa “niente fuochi”. Un tempo l’illuminazione era prodotta da bracieri e da lampade ad olio, pertanto questo precetto impone che quella notte non siano utilizzate luci di alcun tipo. Pertanto neanche ai nostri giorni vengono fatte eccezioni e durante la notte del Nyepi le luci non possono essere mai accese in nessuna casa e in nessun luogo. 

Fanno eccezione gli ospedali e gli ambienti interni degli alberghi ma l’importante è che non vi sia trasmissione di luce all’esterno. Per questo motivo gli hotel montano delle protezioni alle finestre delle camere o impongono agli ospiti di non aprire le tende per non far filtrare la luce interna. Il secondo divieto è “Amati Lelungan” che significa nessun spostamento. Le strade devono rimanere deserte e a nessuno viene permesso di circolare, anche l’aeroporto smette di funzionare e non sono permessi atterraggi o decolli e neanche la possibilità di mettere piede in spiaggia, in quanto, la leggenda reputa che sia uno dei luoghi più pericolosi per attrarre gli spiriti. Tra le tante curiosità che questa festa impone, ce n’è una, che mi ha sempre affascinato. Nelle strade, durante le 24 ore del Nyepi, ci sono poliziotti religiosi che vigilano affinché chiunque rispetti questo divieto. Nel caso in cui si trasgredisca il rischio, oltre al trascorrere la giornata in una sorta di prigione, è quello di subire denunce e multe salate, ma quello che mi ha sempre colpito, è il sapere che questi “vigilantes religiosi” una settimana prima del Nyepi, partecipano ad una particolare cerimonia per risultare quella notte invisibili agli occhi degli spiriti. Il terzo divieto è “Amati Karya”, che impone la sospensione di qualsiasi attività lavorativa o ricreativa che sia, ci si può dedicare solo alla meditazione o alla cura dello spirito.

Il quarto invece è “Amati Lelalunguan” che obbliga a contenere ogni forma di eccesso e di espansività. Leggendo questi precetti si potrebbe avere la sensazione che si tratti di una giornata da cui fuggire e tutt’altro piacevole da vivere ma vi assicuro che non è così.

Il suggerimento è quello di scegliere proprio la settimana del Nyepi per programmare una vacanza a Bali. L’isola nelle due settimane precedenti, si trasforma e si riempie di decorazioni. Ogni villaggio, ogni Tempio si prepara per questa celebrazione, costruendo statue gigantesche che rappresentano il maligno e che prendono il nome di Ogoh-Ogoh.

Le giornate sono intervallate da coloratissime cerimonie e per questo vi suggerisco di scegliere questo periodo per una vacanza, perché Bali in quelle settimane mette in mostra tutto il fascino della sua cultura. Le enormi statue, la sera antecedente al Nyepi, sfilano per le strade di tutta l’isola creando in alcune zone una vera a propria parata. Prima di questa sfilata, tutti i fedeli vanno nei templi per pregare e per vivere altre cerimonie preparatorie al grande evento e anche semplicemente osservarli in questa preghiera – per chi ha il privilegio di essere presente quel giorno a Bali – è un’esperienza emozionante. La più bella parata la si può ammirare nelle vicinanze di Nusa Dua, la parte più a Sud dell’isola.

La strada principale chiamata: “by pass” viene chiusa al traffico ed interamente adibita alla parata. Statue gigantesche, le cui forme sono un misto che attinge dalla cultura religiosa e da quella moderna – così come i carri allegorici nel nostro carnevale – sfilano davanti ad una moltitudine di persone che assiste a questo spettacolare evento estasiata dall’imponente manifestazione. Gli Ogoh-Ogoh, al termine della cerimonia che si svolge tra le 17,00 e le 22,00 vengono portati con delle coloratissime processioni nelle spiagge, dove qui vengono bruciati per intuibili ragioni simboliche.

Poi arriva la notte, che avvolge l’intera isola che si prepara ad andare incontro al giorno del Nyepi. Il fatidico “Giorno del silenzio” che avrà inizio al sorgere del nuovo sole e prospetterà una giornata dal ritmo indolente. I turisti si rifugiano negli Hotel, i locali nelle loro case, gli espatriati nelle loro ville. Tutto sembra prendere posto in un ordine perfetto.

La giornata scorre velocemente scandita dal ritmo dei pasti e dal riposo forzato e dal silenzio che ovatta tutta l’isola e quando la notte che precede la ripresa della vita dell’isola invade la luce del giorno, milioni di stelle brillano ed illuminano il cielo dell’isola intera, offrendo uno spettacolo incredibile che è possibile ammirare solo in quell’unico ed eccezionale giorno dell’anno.

Marco Cisini